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Recensione Panasonic ToughBook CF-19 - Audio e video

Panasonic Toughbook CF-19 recensioneIn prova il rugged notebook Panasonic ToughBook CF-19, un tablet PC convertibile corazzato che risponde a standard militari e normative comunitarie in materia di protezione e sicurezza.

Audio

Il sistema audio è gestito da un sottosistema High Definition Audio, chiamato da Intel con il nome in codice Azalia. La qualità è nettamente migliore rispetto a quella dello standard AC '97 e permette al Panasonic CF19 di avere un audio multicanale di una qualità che sinceramente non ci saremmo aspettati su un rugged notebook.

Il merito è del codec SigmaTel STAC9200, integrato nel controller I/O Intel 82801GBM ICH7-M, e degli altoparlanti potenti che restituiscono un suono nitido e ben definito, udibile anche in ambienti particolarmente rumorosi, come i cantieri.

Gli altoparlanti sono intuibili all'esterno solo grazie ad una serie di fori posti ai piedi dello schermo LCD, una collocazione molto razionale. In questa condizione infatti, le casse integrate non potranno essere coperte dalle mani o da altri oggetti, sia nella modalità notebook sia in quella Tablet PC, offrendo in entrambi i casi sempre un audio diretto e frontale rispetto all'utente.

Manca un microfono integrato, che costringerà l’utente ad effettuare telefonate VoIP e videoconferenze affidandosi su dispositivi ad hoc.

Video

Il pannello LCD montato sul Toughbook CF-19 ha una diagonale di 10.4 pollici e risoluzione di 1024x768 pixel (XGA). Il display è in grado di ruotare di 180 gradi sull’asse verticale per poi ripiegarsi sulla tastiera così da regalare all’utente flessibilità di impiego ed estrema facilità d’uso. Una levetta "Release" alla base dello schermo funge da sicura per impedire che lo schermo possa muoversi accidentalmente durante gli spostamenti.

ImageLo schermo ha un particolare trattamento antiriflesso ed una luminosità eccezionale di 550 candele (per avere un termine di confronto, si consideri che normalmente gli schermi dei notebook hanno una brillantezza di circa 200 candele). Queste features consentono all’utente di adoperare il Toughbook CF-19 in ambienti aperti, avendo sempre una visione ottimale dello schermo. E' quindi garantita la massima leggibilità dello schermo anche in presenza della luce abbagliante del giorno e da diversi angoli di osservazione, sia orizzontali che verticali.

La nostra configurazione è basata su un pannello LCD standard (non touchscreen) con penna digitizer, ma alternativamente Panasonic permette di optare per un display touchscreen da 470nits. La penna digitizer consente comunque di interagire con il desktop e le applicazioni in modo rapido e assolutamente preciso, tenendo fermo il Tablet con la mano libera.

È il chipset Calistoga a gestire l'elaborazione grafica, attraverso il sottosistema video integrato Intel GMA 950, funzionante a 250MHz e dotato di supporto per le API OpenGL 1.4 e DirectX 9. Il chip UMA utilizza un quantitativo massimo di 224MB di memoria di sistema condivisa, allocata in maniera dinamica dalla tecnologia Dynamic Video Memory in base alle esigenze.

Assente una webcam integrata per le videoconferenze di lavoro, obbligando l’utente all’acquisto di una periferica esterna.


Commenti (4) 

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Scusate ma per l'hard disk la temperatura è aumentata di 6 gradi (da 36° a 42°) semplicemente perchè non l'avete stressato :wink: .....sicuramente sotto stress la temperatura aumenterà molto di più.

Ciao ciao, Whity smilies/smiley.gif  
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Whity

settembre 23, 2008

E' il preset di impostazioni di default del Test di Stress di Everest che non aggiunge anche l'opzione "Stress Local Disk"
peraltro condivido la scelta  
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Dgenie

settembre 23, 2008

secondo me su un notebook che deve sopravvivere anche a temperature elevatissime è giusto che sia compreso anche il test dell'hard disk.

Saluti, Whity smilies/smiley.gif  
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Whity

settembre 24, 2008

infatti anche le temperature dell'hard disk sono state misurate, ma in condizioni di stress dell'hard disk standard
chi usa un notebook in condizioni estreme non per questo compie per forza dei task che fanno massiccio ricorso all'hard disk
diversamente per il processore, è molto più facile e comune compiere task che lo impegnano a fondo, anche con un uso standard
il tipo di stress che simula il Test di Stabilità di Sistema di Everest è uno stess di sistema, di carico di lavoro, non uno stress da condizioni ambientali avverse  
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Dgenie

settembre 26, 2008

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