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Huawei presenta ufficialmente HarmonyOS ed EMUI10

Huawei HarmonyOS e EMUI10Alla Huawei Developer Conference 2019, Huawei ha presentato HarmonyOS, nuovo sistema operativo per dispositivi mobili, ed EMUI10, interfaccia grafica per Android che rimarrà il punto di riferimento nei prossimi anni nonostante le recenti politiche USA.

In occasione della Huawei Developer Conference 2019, Huawei ha presentato sia il sistema operativo HarmonyOS che la nuova interfaccia grafica EMUI10 per dispositivi Android. Per il momento HarmonyOS è disponibile soltanto sulle nuove Smart TV Honor Vision, presentate proprio in occasione dell'evento di Dongguan. Secondo quanto affermato da Richard Yu, CEO del Consumer Business Group, l'obiettivo di Huawei è quello di sviluppare funzionalità multipiattaforma per tutti gli scenari possibili in maniera tale da interconnettere tutti i dispositivi intelligenti con bassa latenza e sicurezza elevata.

Rispetto ad Android e iOS, HarmonyOS è completamente diverso: è un sistema distribuito basato su microkernel, leggero, fluido e offre un'esperienza open-source che consente di sviluppare le proprie applicazioni e distribuirle flessibilmente su tanti dispositivi differenti. Inizialmente, verrà utilizzato soltanto su smartwatch, smart TV, smart speaker e automobili, per poi espandersi e stabilire un ecosistema condiviso su tutti i dispositivi, inclusi smartphone e tablet.

 Huawei presenta HarmonyOS

Per il momento, quindi, l'intenzione è quella di proseguire la partnership con Android, a meno che Huawei non dovesse perdere il braccio di ferro con gli USA. Le previsioni del colosso asiatico sono ottimistiche e, infatti, la EMUI10 è stata completamente rinnovata sia nel design che nelle funzionalità per migliorare l'interazione con l'intelligenza artificiale e rendere il software fino a due volte più fluido rispetto alla passata generazione. L'interfaccia sarà basata sul nuovo Android Q e la sua versione Beta sarà sottoposta a test interni su Huawei P30 e altri modelli l'8 settembre, prima di debuttare sulla prossima generazione di prodotti della serie Mate. Ne sapremo di più il 19 agosto, quando scadranno i termini della proroga al bando imposto da Trump. Prima di conoscere nel dettaglio la EMUI10, cerchiamo di capire cosa ha in serbo per noi Huawei con il suo nuovo sistema operativo.

Le caratteristiche distintive di HarmonyOS sono essenzialmente quattro:

  • È il primo sistema operarivo con architettura distribuita per un'esperienza senza soluzione di continuità fra tutti i dispositivi. Grazie alla tecnologia di bus virtuale distribuito, ci sarà una piattaforma di comunicazione condivisa, con gestione distribuita dei dati, pianificazione distribuita delle attività e periferiche virtuali. Per gli sviluppatori sarà tutto più semplice: una volta sviluppate le applicazioni, esse saranno poi eseguibili su tutti i dispositivi, per un'esperienza condivisa e senza soluzione di continuità.
  • Latenza molto bassa. Con un Deterministic Latency Engine e un IPC ad alte prestazioni sarà possibile impostare in anticipo le priorità di esecuzione delle attività e i termini per la loro pianificazione. Le risorse saranno concentrate sulle attività con maggiore priorirà, riducendo la latenza di risposta delle applicazioni del 25.7%. Il microkernel può rendere le prestazioni IPC fino a cinque volte più efficienti degli attuali sistemi.
  • Sicurezza elevata. L'architettura a microkernel rimodella da zero sicurezza e affidabilità attraverso metodi di verifica formale in un Trusted Execution Environment (TEE). Questo è un approccio matematico efficace per convalidare la correttezza del sistema della sorgente, mentre i metodi di verifica tradizionali, come verifica funzionale e simulazione degli attacchi, sono limitati. Inoltre, il microkernel ha molto meno codice (circa un millesimo) del kernel Linux e quindi le probabilità di attacco da parte di hacker sono notevolmente ridotte.
  • Unificato. Alimentato da un IDE multi-dispositivo, con un'ambiente di sviluppo multilingue e un'architettura distribuita, può adattarsi automaticamente ai diversi controlli e interazioni del layout dello schermo e supportare sia il controllo drag-and-drop che la programmazione visiva orientata all'anteprima. Ciò consente agli sviluppatori di creare applicazioni in modo più rapido ed efficiente per eseguirle su più dispositivi. L'IDE multi-dispositivo permette di codificare le app una volta sola e distribuirle su più piattaforme, creando un ecosistema. Il compilatore HUAWEI ARK migliorerà notevolmente la produttività, consentendo di operare in più lingue su un ambiente unificato.

Huawei ha anche annunciato la roadmap di evoluzione per HarmonyOS e il suo kernel. HarmonyOS 1.0 farà il suo debutto su Honor Vision e, nel corso dei prossimi tre anni, sarà ottimizzato e gradualmente adottato su una gamma più ampia di dispositivi intelligenti, tra cui indossabili e unità principali per auto. Il suo successo dipenderà dalla dinamicità dell'ecosistema di applicazioni. Per incoraggiare una più ampia adozione, Huawei rilascerà HarmonyOS come piattaforma open source in tutto il mondo e si servirà di una community per una collaborazione più approfondita con gli sviluppatori. Inizialmente HarmonyOS getterà le sue basi nel solo mercato cinese prima di espandersi nell'ecosistema globale lavorando a stretto contatto con i partner per fornire app e servizi dedicati ai consumatori per la migliore esperienza possibile.

"Riteniamo che HarmonyOS rivitalizzerà il settore e arricchirà l'ecosistema", ha affermato Richard Yu. "Il nostro obiettivo è quello di offrire alle persone un'esperienza davvero coinvolgente e diversificata. Vogliamo invitare gli sviluppatori di tutto il mondo a unirsi a noi mentre costruiamo questo nuovo ecosistema. Insieme, offriremo un'esperienza intelligente per i consumatori in tutti gli scenari."

Sono passati sette anni dalla nascita della prima versione e, oggi, Huawei EMUI vanta 500 milioni di utenti attivi in 216 paesi e supporta 77 lingue. L'interfaccia è stata costantemente aggiornata e migliorata per fornire un'esperienza via via migliore. Secondo le recenti statistiche, le percentuali di utenti che hanno aggiornato i loro sistemi alla EMUI8.0 e alla EMUI9.0 sono rispettivamente pari al 79% e all'84%, segno che gli smartphone che la adottano sono sempre più numerosi. Queste cifre dovrebbero crescere ulteriormente ed è previsto che circa 150 milioni di utenti effettueranno l'aggiornamento alla EMUI10.

Le novità saranno essenzialmente tre: il design UX, un'esperienza definitiva per tutti gli scenari e un nuovo standard di funzionamento fluido. Sarà aggiunta la dark mode per un maggiore comfort visivo e una migliore leggibilità, ottimizzando sia il contrasto cromatico fra testo e sfondo scuro sia il colore dei testi e delle icone di sistema. Con la rivoluzionaria tecnologia distribuita per supportare le videochiamate HD tra più dispositivi, gli utenti potranno effettuare chiamate audio e video ovunque si trovino ed in qualsiasi momento. Vi sarà la possibilità di rispondere utilizzando un altoparlante intelligente o, nel caso di una videochiamata, una TV, un dispositivo montato in automobile e persino inviare un feed video in tempo reale da un drone, in modo che anche amici e parenti possano godere del panorama.

In ufficio, poi, smartphone e computer potranno condividere le schermate per scambiare dati più facilmente tramite drag-and-drop. Per implementare la tecnologia distribuita, è necessario virtualizzare le capacità hardware. In altre parole, ciò di cui un dispositivo è capace in termini di display, fotocamera, microfono o altoparlante, non si basa sul dispositivo stesso ma su un insieme di risorse condivise. Huawei presta molta attenzione alla sicurezza e, grazie ad hardware e software proprietari, solo i dispositivi autenticati possono essere collegati ad altri e, inoltre, la comunicazione tra essi è crittografata end-to-end per garantire sicurezza assoluta nella trasmissione dei dati. Il numero applicazioni è in continuo aumento ed esistono tanti dispositivi intelligenti in comunicazione fra loro. Huawei intende garantire la stessa esperienza per ogni servizio su ognuno di essi e, di conseguenza, gli sviluppatori dovrebbero affrontare grandi sfide per quanto riguarda adattamento multi-dispositivo, apprendimento multi-lingua e convergenza dei dati. Tuttavia, con EMUI sarà possibile creare applicazioni senza doverle adattare a ciascun dispositivo grazie ad un framework di programmazione UI distribuito e alla virtualizzazione dell'hardware.

Ancora pochi giorni e scopriremo se tutte queste novità troveranno attuazione o se continuerà lo scontro con gli Stati Uniti che costringerebbe Huawei ad abbandonare definitivamente il sistema operativo Google.

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