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USA: il 21% dei notebook è Chromebook

USA: il 21% dei notebook è ChromebookSecondo una recente ricerca di mercato, tra gennaio e novembre di quest'anno i Chromebook hanno avuto un'impennata di vendite del 21% negli USA, mentre calano i device con Windows 8 e Apple OS X.

Google aveva già assestato un duro colpo a Microsoft e Apple con i suoi smartphone e tablet Android, caratterizzati da un mix vincente tra prezzo, performance e flessibilità d'uso ed ora, a quanto pare, sarebbe in procinto di dare il colpo di grazia al "vecchio" mercato di notebook e computer desktop con i sistemi operativi Windows o iOS.

NPD Group Chromebook

Stando infatti a una recente ricerca di mercato svolta da NPD Group sembrerebbe che, tra gennaio e novembre del 2013, le vendite dei Chromebook abbiano registrato un'impennata di vendite di ben il 21%. In realtà, nonostante la mancata crescita, l'OS della casa di Redmond copre una fetta di mercato ancora florida, pari al 34.1%. Chi invece se la vede davvero male, inaspettatamente, è Apple, ormai relegata con i suoi MacBook a una quota di appena l'1.8 %, che secondo le previsioni continuerà a scendere.

Se i dati fossero confermati da quelli ufficiali si potrebbe dedurre quindi che Chrome OS sta intaccando le vendite di Microsoft ma ancora di più quelle di Apple. Appare sempre più chiaro che il grosso del mercato, fatto da utenti consumer di poche pretese, preferisce ormai in maniera netta device che, anche se non possono garantire prestazioni elevate in assoluto, costano comunque poco, sono flessibili e offrono una buona esperienza per quanto riguarda la fruizione dei contenuti. Insomma la dicotomia tra creare e consumare contenuti sembra sempre più accentuata, con i device in grado di soddisfare la prima esigenza sempre più relegati a un mercato di nicchia, poco fruttuoso.

Sarà giocoforza dunque, sia per Apple che per Microsoft, spostarsi nel più breve tempo possibile nel secondo segmento, con sistemi operativi semplificati e funzionali, anche se a scapito della produttività, se non vorranno vedere le proprie quote di mercato crollare definitivamente. Del resto le dichiarazioni degli ultimi mesi, più esplicite da parte di Microsoft, più velate da parte di Apple, puntano in questa direzione: entrambe le software house infatti stanno cercando di fondere il proprio sistema operativo principale, dedicato alla creazione di contenuti, con quello nato per tablet e smartphone, maggiormente indirizzato agli utenti consumer e più gradito dal mercato, quantomeno da quello che conta da un punto di vista economico.