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Olio ed acqua per il display flessibile di LG-Philips

ImageAcqua e olio, racchiusi in minuscole celle di plastica, saranno gli elementi che andranno a comporre gli schermi del futuro. LG e Philips svelano i frutti della loro ricerca nel campo dei display flessibili.

Ormai da tempo LG e Philips hanno costituito una joint venture per collaborare nel settore dei display. Uno dei frutti più interessanti di questa unione è la ricerca nel campo dei display flessibili: la tecnologia va evolvendosi rapidamente e i primi esemplari di questo tipo di display iniziano già a comparire nei meeting internazionali (è il caso del prototipo svelato da Sony al convegno della Society for Information Display) o vanno, addirittura, ad equipaggiare alcuni dispositivi portatili (in massima parte ebook reader come il FLEPia di Fujitsu).

Display flessibile a colori. Credits Engadget.

Finora i display pieghevoli e/o arrotolabili sono stati realizzati sfruttando la tecnologia OLED (Organic Light Emitting Diode), che permette di realizzare schermi, a toni di grigio o a colori, capaci di emettere luce propria. Gli attuali pannelli LCD vengono, invece, illuminati da una fonte posizionata dietro il pannello, costituita da una lampada CCFL o da LED, ed hanno, quindi, uno spessore maggiore.

La tecnologia OLED ha, però, anche uno svantaggio: il costo. Attualmente il processo di produzione è particolarmente complesso e risente, quindi, di un elevatissimo tasso di prodotti difettosi, che vengono scartati.

New Scientist riferisce che i ricercatori di LG e Philips hanno lavorato su una soluzione alternativa, che è stata individuata in piccole celle di plastica riempite di acqua ed olio, connesse ad elettrodi. L'olio, di colore scuro, galleggia sulla superficie dell'acqua, oscurando il fondo colorato della cella, ma applicando una carica elettrica la superficie dell'acqua viene liberata dallo strato opaco d'olio, rivelando lo strato colorato sottostante.

Restano aperti un paio di interrogativi: quali sono i consumi di questa tecnologia? E quali i tempi di risposta? Domande che dovranno avere una risposta se LG e Philips decideranno di portare questa tecnologia in catena di montaggio. Nel frattempo le due multinazionali si sono assicurate la paternità dell'idea registrando un brevetto presso lo US Patent &  Trademark Office.            

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