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FingerPainting in mostra: dipingere su iPad e iPhone con le dita

Fingerpainting: i dipinti realizzati su iPad e iPhone da Matthew Watkins in mostra a BariA Bari si sta svolgendo una mostra particolare, intitolata semplicemente "Matthew Watkins - FingerPainting", in cui sono esposte le opere dell'artista d'origine canadese, che le realizza digitalmente su iPhone e iPad. Per capire come muti il concetto di arte al tempo dell'Hi-Tech.

Presso la sala Murat in Piazza del Ferrarese a Bari, dal 18 al 26 giugno, sarà ospitata la mostra "FingerPaintig", che raccoglie oltre 50 realizzazioni di Matthew Watkins, artista "digitale" in senso lato. Infatti, le opere sono state tutte realizzate sugli schermi touch di Apple iPhone e iPad, utilizzando apposite app come Brushes e, in alcuni casi, ArtRage, ed è proprio questa loro origine a costituirne la specificità.

Fingerpainting - Matthew Watkins

Matthew Watkins ha una formazione tradizionale, ma il suo amore per la sperimentazione l'ha portato ad approdare a questa nuova forma d'arte. Dopo aver finito il College of Art in Canada arrivò nel nostro Paese per la specializzazione e da allora è rimasto in Italia, a Bari, dove ha svolto diversi lavori prima come illustratore e poi come web designer e grafico. Infine con l'Apple iPhone e Brushes ha trovato il suo strumento ideale, perché da un'interazione semplice, diretta e naturale, il contatto tra il dito e il display multitouch, è possibile dare vita a realizzazioni anche complesse e artisticamente rilevanti, oltretutto facilmente condivisibili con un pubblico potenzialmente infinito, com'è ad esempio quello di Flickr, su cui Watkins posta abitualmente le proprie realizzazioni.

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Per Watkins il FingerPainting nasce come una specie di ritorno alle origini, perché è proprio la tecnologia ad aver reso possibile tornare a esprimersi direttamente tramite il proprio corpo, attraverso un affascinante cortocircuito per cui più la tecnologia avanza più ci riporta alle origini. "L’iPhone permette di esprimersi senza paura, senza la paura di sbagliare, di fare passi falsi" ha infatti spiegato l'artista, che ha poi aggiunto "Oltre all’iPhone ho lavorato molto con acrilico e acquerello, tecniche più impegnative. Brushes invece lascia a tutti la possibilità di esprimersi democraticamente senza conoscenza tecnica, in quanto non è necessario conoscere lo strumento, è immediato". Ed è proprio in questa sua duplice natura che risiede l'interesse di questa operazione. Da un lato infatti l'interazione con la tecnologia ha riavvicinato l'artista alla sua corporeità, dall'altra contemporaneamente l'ha liberato da essa, permettendo di correggere e cambiare all'infinito la propria realizzazione, finché non si ottiene esattamente quello che si aveva in mente, per poi condividere l'opera tramite Internet con un pubblico immenso.

Fingerpainting 1

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Ma Internet non ha contribuito soltanto a democratizzare l'atto creativo in sé, sta anche modificando il mercato dell'arte, in quanto attraverso Internet viene a cadere non solo la necessità di organizzare costose quanto limitate mostre, fatte ormai più per raggiungere quei pochi ancora non avvezzi all'uso del Web e per prestigio, ma rende anche inutile la presenza dei tanti intermediari, perché in teoria l'artista potrebbe vendere direttamente al proprio cliente, ovunque esso si trovi nel mondo, senza più necessità di avere case d'asta, mercanti d'arte e tutte quelle strutture che non fanno che aumentare il costo finale di un'opera d'arte.

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Si tratta del resto di una rivoluzione già in atto anche nel mondo della musica ad esempio, dove Internet sta dimostrando sempre più l'inutilità e l'inadeguatezza di strutture come l'industria discografica, la distribuzione, gli uffici di gestione del diritto d'autore e il copyright stesso, in una parola di tutte quelle sovrastrutture economiche che si sono sviluppate attorno all'atto creativo e al rapporto col pubblico.

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Se questa evoluzione fa piazza pulita di una serie di aspetti, pone anche un'ampia gamma di nuovi problemi, di tutt'altro che facile risoluzione. Se infatti l'opera si libera dal suo vincolo con la realtà concreta dell'oggetto per diventare quindi riproducibile all'infinito, quale sarà l'esatto valore da attribuire a un atto creativo non più unico? E in che modo è possibile proteggere la proprietà intellettuale di un'opera d'arte virtuale senza al contempo ostacolarne la libera circolazione e fruizione culturale? Sono problemi che negli anni a venire dovranno essere risolti con qualcosa di più delle semplici crociate volte al divieto e alla soppressione della condivisione, che richiederebbero invece un ripensamento profondo di categorie nate nel millennio scorso.

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Una cosa è comunque sicura: queste evoluzioni stanno dimostrando sempre più che è sbagliato intendere il termine virtuale come qualcosa di avulso dal reale e che bisognerebbe invece riscoprire il suo senso intimo che indica potenzialità, qualcosa che può essere sempre attuato, senza limiti. È in questo aspetto delle nuove tecnologie e soprattutto di Internet che risiede la chiave sia per la comprensione del presente che per la risoluzione dei problemi legati alla gestione dell'opera d'arte e dei diritti dell'autore e dei consumatori.

Fingerpainting in mostra a Bari fino al 26 giugno

Per restare fedeli alla poetica di Watkins, tutte le foto che corredano questo articolo sono state realizzate con un tablet HTC Flyer.

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