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Apple MacBook Air accoglie SSD Samsung

Apple MacBook Air accoglie SSD SamsungAnandtech ha rilevato un aggiornamento negli ultimi MacBook Air prodotti: Apple ha abbandonato gli SSD Toshiba per dei nuovi modelli con interfaccia mSATA Samsung. Nettamente migliorate le performance.

Il noto sito di tecnologia Anandtech ha scoperto qualcosa di interessante sugli ultimi Apple MacBook Air. La casa della Mela Morsicata aveva operato a ottobre scorso un refresh del suo ultraportatile, inserendo diverse novità che prevedevano, a parte un leggero restyling delle linee, l'introduzione di un nuovo display da 11.6 pollici, di sottosistemi grafici più performanti e di SSD più capienti. Proprio questi ultimi costituiscono la parte più interessante: in luogo degli SSD da 2.5" o 1.8", per contenere gli spessori, l'azienda californiana ha adottato il nuovo formato mSATA, conosciuto anche come Blade SSD.

Apple MacBook Air 11

Il miniSATA ha l'aspetto di un'interfaccia miniPCI-Express e dimensioni sensibilmente minori rispetto ai formati sopracitati. Inizialmente MacBook Air utilizzava il modello Toshiba Blade X-Gale, ma circa un mese fa sembrerebbe aver cambiato fornitore. L'azienda di Jobs ha infatti l'abitudine di cambiare le fonti di approvvigionamento di alcuni componenti a metà del ciclo di vita dei propri prodotti, per varie ragioni, come possibilità di un approvvigionamento più veloce o più economico.

In questo caso è stato notato che gli SSD Toshiba erano indicati dalla sigla TS128C, mentre i nuovi sono rilevati come SM128C, cosa che rimanderebbe a prodotti Samsung, anche se non ci sono dichiarazioni ufficiali in merito da parte delle due aziende. Da test svolti sia dagli utenti che da Anandtech sembrerebbe comunque che i nuovi SSD offrano prestazioni sensibilmente superiori per quanto riguarda il transfer rate sequenziale in lettura e scrittura, che è passato rispettivamente dai circa 210 MB/s e 176 MB/s delle precedenti soluzioni ai 261 MB/s e 210 MB/s per i nuovi dispositivi.

Inoltre gli SSD con sigla SM128C, a differenza dei precedenti, supportano la funzione Native Command Queuing che migliora appunto le modalità in cui il dispositivo legge e scrive i dati, con un'ovvia ricaduta sulle prestazioni di cui è capace. Le caratteristiche e le velocità rilevate farebbero pensare quindi agli SSD Samsung della serie 470. Le maggiori performance nella lettura sequenziale d'altronde dovrebbero portare solo a miglioramenti marginali nell'esperienza d'uso quotidiano che, com'è noto, si basa invece principalmente su letture casuali e non sequenziali, più tipiche ad esempio dei server.

 

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