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Wi-Fi: la minaccia invisibile

ImageIl Dipartimento britannico della Salute Pubblica, sotto le pressioni di un parlamentare, propone un'indagine sui potenziali danni indotti dalle reti Wi-Fi: i risultati potrebbero non essere confortanti.

Ian Gibson, Presidente uscente della Commissione per le Scienze e la Tecnologia della Camera dei Comuni, si è battuto, in quest'ultima settimana, affinché venga promossa dal Dipartimento della Salute Pubblica un'attenta ricerca sui disturbi e i malesseri provocati dalle comunicazioni senza fili. Gibson sostiene, infatti, che sia necessaria e urgente un'inchiesta non solo per individuare i danni provocati dalle reti wifi, ma anche per monitorare gli effetti nocivi delle radiazioni, emesse dai tanto diffusi cellulari. L'ente governativo, comunque, non si è ancora espresso sulle azioni che verrano intraprese in seguito ai reclami e sulla possibilità di un'indagine.

L'allarme è stato lanciato dopo che Gibson ha categoricamente vietato a due scuole di continuare ad usufruire della rete senza fili di cui erano muniti. Una scelta così radicale è stata dettata dai racconti di alcuni docenti e studenti, appartenenti alle stesse scuole, che accusavano sintomi piuttosto accentuati e cronici. Tra questi il caso di un professore che ammette di soffrire, quando si trova all'interno dell'istituto scolastico, di "rossore improvviso, pressione nella zona oculare e sensazione di bruciore".

Non si tratta dell'unico episodio in Inghilterra: i media inglesi si erano già occupati della questione dopo che una donna aveva accusato il Wi-Fi di averla fatta ammalare, aggiungendo di essere in grado di  "percepire la presenza di una rete wifi all'interno di una stanza". Se ciò fosse vero significherebbe che gli uomini sono capaci di rilevare delle onde con frequenza pari a 2.4 GHz a dispetto di quanto la scienza ritiene al momento.

L'argomento ha catturato subito l'interesse popolare e  sui forum d'opinione fioccano gli interventi degli utenti: da un lato c'è chi ritiene che la notizia sia falsa e possa solo generare inutile allarmismo, dall'altro c'è anche chi spiega che, da analisi di laboratorio e studi scientifici, è stato dimostrato come le radiazioni emesse dalla tecnologia Wi-Fi siano nocive per gli animali. Questo dato risulta di grande importanza, anche se è necessario ricordare che le radiazioni del wireless, rispetto a quelle dei cellulari, sfruttano meno energia e si propagano a frequenze inferiori, riducendo il grado di penetrabilità (elementi che dovrebbero confortare circa le preoccupazioni legate alla salute).

Attualmente, comunque, non ci sono prove che il Wi-Fi sia dannoso per l'essere umano.
E così, mentre Gibson, ex docente di biologia all'Università di Anglia a Norwich, si batte per una eliminazione o almeno una limitazione del servizio di comunicazione senza fili, in quanto potenzialmente dannoso per la salute dell'uomo, si predispongono complesse reti senza fili che copriranno interi paesi.

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