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Samsung pensa a MeeGo

Samsung pensa a MeeGoIl mistero si infittisce. Alcune indiscrezioni vorrebbero la coreana Samsung interessata a MeeGo, probabilmente per avvicinarsi ad Intel e per ottimizzare Bada, il suo sistema operativo proprietario.

Dopo aver smentito di essere interessata all'acquisto del sistema operativo WebOS, orfano di HP, Samsung, presente ad IFA 2011 di Berlino, è protagonista di nuove indiscrezioni. Stavolta, i rumors puntano sul nuovo interesse che Samsung avrebbe nei confronti di MeeGo. Non è chiaro se queste notizie abbiamo un fondamento concreto ma, in tal caso, le motivazioni che potrebbero spingere il produttore ad avvicinarsi a MeeGo potrebbero essere legate alla partnership con il chipmaker californiano e alla volontà di migliorare il proprio OS proprietario Bada.

Samsung N150

Ricordiamo che MeeGo rappresenta un progetto, tra l’altro sostanzialmente abbandonato, derivante dalla collaborazione tra Intel e Nokia e basato su Linux. Negli ultimi giorni, Intel ha deciso di congelare il progetto in attesa di nuovi partner, una scelta quasi forzata dopo l'abbandono da parte di Nokia, ora più legata a Windows Phone 7. E' chiaro, però, che l’interesse di un colosso come Samsung potrebbe cambiare le carte in tavola. L’idea potrebbe essere quella di organizzare Bada in modo tale da riuscire, entro certi limiti, a sfidare Android costituendo una sua valida alternativa.

Chiaramente l’obiettivo è ambizioso e la strada sembra tutta in salita a causa della diffusione, ormai capillare, del sistema operativo del colosso di Mountain View. Ricordiamo inoltre che diverso tempo fa Samsung si era dichiarata una delle maggiori alleate di MeeGo (Samsung N100) anche se, successivamente, lo ha abbandonato a causa del successo delle sue soluzioni Android. Ma perchè l'azienda coreana dovrebbe indebolire, per certi versi, proprio la sua proposta Android?

La domanda non è di semplice risposta ma è verosimile l’ipotesi secondo la quale l’azienda ha intenzione di coprire le proprie spalle e svincolarsi da un sistema operativo open-source completamente sotto il controllo di Google. Ricordiamo inoltre i recenti attacchi di Oracle che sta cercando di ottenere, dai partner di Google, le royalties alle quali crede di aver diritto. A questo risponderanno i tribunali preposti nei quali sono state depositate le cause iniziate dalla società di Ellison.

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