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ARM Cortex A7 e architettura Big.LITTLE

ARM Cortex A7 e architettura Big.LITTLEARM ha presentato una nuova e interessante soluzione per migliorare l'efficienza energetica dei futuri smartphone senza comprometterne la potenza elaborativa. Ecco il processore ARM Cortex A7 e l'architettura Big.LITTLE, vediamo di cosa si tratta.

Qualche tempo fa vi avevamo spiegato come Nvidia intendeva risolvere il problema di unire l'enorme capacità di calcolo del futuro SoC quad core Tegra 3 a caratteristiche di risparmio energetico. La soluzione consisteva nell'aggiungere un quinto core a basso consumo, che avrebbe funzionato come processore singolo, lasciando il campo al più potente quad core solo quando ce ne fosse stato realmente bisogno.

Oggi ARM, altro produttore storico nell'ambito delle CPU con architettura RISC, diffusissime tra gli smartphone e i tablet di ultima generazione, ha presentato la sua proposta in quest'ottica. Si chiama architettura Big.LITTLE e si basa anch'essa sull'accostamento di un nuovo processore a bassissimo consumo, ARM Cortex A7, ai nuovi quad core che stanno per esordire sul mercato. La domanda di base infatti è sempre la stessa, come aumentare le performance di uno smartphone o di un tablet, di un qualsiasi device ultramobile, senza comprometterne l'autonomia, tratto fondamentale in dispositivi del genere?

ARM Cortex A7

Passare a microarchitetture sempre più efficienti e a processi produttivi sempre più miniaturizzati sono ovviamente due strade, ma entrambe difficilmente percorribili all'infinito, essendo soggette a limiti fisici ormai molto vicini. L'altra soluzione è quella di passare ad architetture cosiddette eterogenee, concetto che abbiamo già incontrato in passato, analizzando i progetti futuri di AMD per l'evoluzione della sua famiglia Fusion. Si tratta di mettere assieme diversi core, che differiscono per caratteristiche, alcuni sono performanti ma consumano molto, altri energeticamente parchi ma poco potenti, e switchare dagli uni agli altri a seconda delle esigenze e dei carichi di lavoro. Come visto questa è la strada che seguirà anche Nvidia ed ora si aggiunge anche ARM, con la propria soluzione.

A differenza di Nvidia che però può contare su differenti versioni dello stesso core, ARM ha dovuto crearne uno nuovo ad hoc e così, se l'attuale Cortex A9 ha segnato il passaggio ad un'architettura out-of-order, che sappiamo essere più efficiente, il nuovo ARM Cortex A7 segna il ritorno a un'architettura in-order, in grado di processare appena due istruzioni per ciclo di clock. Potrebbe sembrare un passo indietro e un ritorno al precedente processore Cortex A8, ma in realtà quest'ultimo aveva un'architettura ormai datata, mentre il nuovo A7 potrà contare su prestazioni globalmente superiori al predecessore, sebbene sia molto parco nei consumi.


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