AMD antitrust IntelAMD sostiene di essere riuscita a provare che Intel pagava i produttori di computer per emarginare i suoi processori. Intel nega ogni addebito. La controversia legale fra le due multinazionali californiane prosegue.

Un nuovo capitolo si aggiunge all'annosa vicenda legale che vede contrapposti i due chipmaker californiani AMD e Intel, rivali nelle aulee giudiziarie oltre che nel mercato dei processori. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, AMD avrebbe, infatti, fornito nuove prove dell'atteggiamento monopolistico ed anti-concorrenziale di Intel.

Davanti alla corte del Delaware sarebbero state esibite 108 pagine di documentazione che dimostrerebbero che Intel esercitava pressioni economiche su PCvendor di primo piano come Dell, Acer, Gateway, IBM e Hewlett-Packard per non usare processori ed altri chip AMD nei loro computer desktop e notebook.

AMD contro Intel

I documenti sono stati raccolti durante un'ispezione negli uffici di Intel e, secondo i legali di AMD, sarebbero una prova della colpevolezza di Intel. Si tratta principalmente di e-mail scambiate fra gli impiegati di Intel e dei PC vendor coinvolti, che dimostrerebbero l'uso di pratiche illecite per allontanare un concorrente scomodo dal mercato.

Intel, ovviamente, rigetta le accuse e bolla le ricostruzioni di AMD come mere illazioni, tese a sottrarsi ad una libera e legittima competizione.

Il processo per antitrust davanti ai giudici del Delaware (USA) non è l'unico intentato da AMD contro Intel per violazione della libera concorrenza: nel 2006, AMD aveva fatto un esposto all'autorità tedesca per la concorrenza ed il mercato (Bundeskartellamt), lamentando che la holding Media Saturn, che deteneva le partecipazioni di controllo di due delle principali catene di centri commerciali in Germania, accordasse un trattamento privilegiato ad Intel. Le pratiche commerciali di Intel sono state anche oggetto d'indagine da parte dell'anti-trust giapponese e della Commissione UE.

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