Windows 10 solo sui piccoli tablet ARM. Quale futuro per Windows RT?Microsoft sta lavorando sodo per ultimare Windows 10 e renderlo l'OS definitivo, universale per qualsiasi dispositivo, ma è soprattutto il rapporto con le piattaforme ARM ad impensierire Redmond (e i suoi utenti). Ecco dunque cosa sappiamo al momento.


Windows 10 avanza a grandi passi verso la release finale e sta introducendo diverse novità, molte delle quali erano invocate a gran voce dalla base degli utenti sin dal rilascio di Windows 8. Microsoft infatti sta sostanzialmente cercando di correggere la strada intrapresa col precedente OS, senza però stravolgerla. Crede ancora nell'unificazione del sistema operativo a prescindere dal device su cui debba girare, al fine di offrire un'esperienza utente più coerente e un ecosistema più omogeneo. Anzi, con Windows 10 questa strada sarà battuta più a fondo: il nuovo OS girerà su tutto, dagli smartphone ai tablet, dai notebook ai computer desktop.

Windows 10 family

 

Tuttavia a Redmond hanno preso qualche contromisura, perché in passato questa decisione era piaciuta poco proprio agli utenti di portatili e fissi, che in particolare non avevano gradito l'eccessiva enfasi "touch-oriented" dell'interfaccia, a dire di molti poco usabile con mouse e tastiera. Con Windows 10 dunque si andrà avanti e non si tornerà indietro ma lo si farà in modo differente, sostanzialmente dando la scelta a ognuno di visualizzare come preferisce il menu principale, la cosiddetta start screen, anche se di default il sistema rileverà se si trova su un tablet o su un notebook e proporrà automaticamente una nuova versione del menu desktop o di quello esteso. Questa però non può essere l'unica risposta a tutte le critiche ricevute in questi anni, perché c'è un altro argomento fondamentale: Windows sulle piattaforme ARM.

In passato Windows RT non ha convinto consumatori e aziende. Il problema principale era costituito dall'impossibilità di eseguire i classici applicativi desktop, rendendo Windows RT un OS "mutilato" rispetto al fratello maggiore destinato ai processori x86. Come pensa dunque Microsoft di risolvere il problema con Windows 10? Sostanzialmente con un cambio di prospettiva e di marketing.

Anzitutto la dicitura RT sparirà e ci sarà solo Windows 10, come detto. Ma questo non significa che RT non ci sarà più. Windows RT non sarà aggiornato a Windows 10, a differenza di Windows 7 e 8/8.1, e riceverà solo alcune delle nuove funzionalità del futuro OS Microsoft. Nella sostanza esso tornerà, perché Microsoft ha bisogno di una seconda versione compatibile con processori non x86. La concorrenza, vedi Apple, ha da tempo risolto il problema tenendo separati gli OS, OS X per portatili e desktop e iOS per smartphone e tablet, pur cercando in questi anni di omogeneizzare funzionalità e aspetto dei due rami, per quanto possibile.

Microsoft però vuole appunto un'unica esperienza utente, pur declinata diversamente nei vari formati e per forza di cose dunque, se le GUI saranno identiche o comunque molto simili, i kernel dovranno restare diversi. Sarà allora il form factor questa volta a fare la differenza. Visto che il problema consiste infatti soprattutto nell'impossibilità di sfruttare la modalità desktop eseguendo i classici programmi legacy a cui tutti siamo abituati, Microsoft ha semplicemente deciso di abbassare l'asticella: l'erede di Windows RT dunque, anche se continuerà a chiamarsi Windows 10, ci sarà, ma sarà installato lì dove il form factor dovrebbe impedire che le sue limitazioni diano fastidio a qualcuno, vale a dire sugli smartphone e sui tablet con diagonale inferiore agli 8 pollici, dove certo nessuno rimpiangerà di non poter eseguire Adobe Photoshop, AutoCAD o 3DSMax.

Inoltre, a rinforzare l'aspetto produttivo anche di questi dispositivi, ci penseranno le App Universali che, a prescindere dalla diagonale, offriranno la stessa interfaccia e la stessa esperienza d'uso, vale a dire Foto, Video, Musica, Mappe, Contatti, Messaggi, Mail e Calendario, oltre a Word, Excel, Outlook e PowerPoint. Sulla carta sembrerebbe l'uovo di Colombo ma se sarà sufficiente a fornire una risposta positiva a quelle che sono le esigenze del mercato, solo il tempo potrà dirlo.

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