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WiFi libero: il nodo autenticazione via SMS

WiFi libero: il nodo autenticazione via SMSMonta la polemica ed il malcontento sulla strombazzata liberalizzazione dei WiFi in Italia. Nell'occhio del ciclone l'ipotesi di autenticazione via SMS.

Cosa cambia in concreto con il mancato rinnovo delle disposizioni in materia di reti WiFi pubbliche contenute nel decreto Pisanu? Dopo l'estusiasmo iniziale suscitato dall'annuncio del Ministro dell'Interno Roberto Maroni, pari solo alle preoccupazioni del procuratore antimafia Piero Grasso, in molti si pongono un simile quesito.

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Da qui la corsa all'interpretazione delle parole di Maroni, che si era limitato a sottolineare la necessità di "contemperare le esigenze di libertà con quelle di sicurezza". Ad integrazione disponiamo solo di una laconica dichiarazione del responsabile IT del PdL, che interrogato in merito da L'Espresso ha fatto riferimento ad un "metodo per identificare i dispositivi connessi" senza però specificare quale.

La questione sarà esaminata in dettaglio dai tecnici dei Ministeri coinvolti e della Polizia Postale nei due mesi che ci separano dal termine di validità delle disposizioni attualmente vigenti. Nell'attesa gli analisti però avanzano già qualche ipotesi: qualcunio parla di una differenziazione della disciplina relativa alle reti WiFi in esercizi aperti al pubblico rispetto a quella per i luoghi pubblici, qualcun altro di un cambiamento meramente formale, di facciata.

Tutti però concordano nel prevedere che l'identificazione degli utenti avverrà attraverso un meccanismo di autenticazione tramite SMS: gli utenti riceverebbero sul proprio cellulare una password temporanea per accedere alla rete WiFi. I più informati sapranno che questo è un sistema di identificazione già consentito fin dal 2007 con circolare, in alternativa alla presentazione della carta d'identità ed alla fotocopia della stessa da parte dell'esercente.

L'unico vantaggio della cosiddetta "abrogazione del decreto Pisanu" consisterebbe, quindi, nel fatto che non sarà più necessaria una licenza del questore per offrire accesso wireless in bar, hotel ed altri esercizi commerciali. Non è un passo avanti del tutto insignificante ma chi sperava in una totale liberalizzazione del Wi-Fi in Italia su esempio di altri Paesi occidentali non nasconde la propria insoddisfazione.

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