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WiFi liberato, ma l'Antimafia è preoccupata

WiFi liberato dal 2011, problema sicurezzaRotte le catene, ora si cerca un modo per impedire usi terroristici o criminali delle reti WiFi libere e gratuite. Forse tramite autenticazione via SMS.

Come promesso, il Ministro dell'Interno Maroni ha presentato in Consiglio dei Ministri l'attesa liberalizzazione delle reti WiFi come parte di un nuovo pacchetto sicurezza che si articola in un decreto legge e un disegno di legge. Fra arresto in flagranza differita per i tifosi violenti, potenziamento dell'Agenzia per i beni confiscati, espulsione dei cittadini comunitari ed altre disposizioni, figura anche l'abolizione degli obblighi di registrazione a carico degli esercenti che offrono accesso WiFi.

WiFi libero e gratuito

Cadono così le prescrizioni in vigore dal 2005 e conosciute come "decreto Pisanu" che, pur animate dall'intento di ostacolare attività terroristiche e criminali, si erano tradotte in un un basto insostenibile per il fragile dorso dell'IT italiano.

All'annuncio sono seguìte manifestazioni di grande soddisfazione da parte degli internauti, dei media e del mondo politico che negli ultimi giorni aveva sposato in massa la campagna per l'abrogazione del decreto Pisanu lanciata da L'Espresso.

Vinta la battaglia bisogna ora colmare un vuoto: scomparsi gli odiosi adempimenti burocratici che impedivano la nascita di reti WiFi gratuite, è necessario predisporre un sistema che permetta comunque il riconoscimento e il tracciamento di chi si aggancia ad una rete pubblica e libera.

Il Viminale avrebbe già pronta una soluzione al problema, probabilmente sotto forma di un'autenticazione via SMS. "Siamo consapevoli della necessità di contemperare le esigenze di libertà individuale con quelle della sicurezza e siamo convinti che il progresso tecnologico possa offrirci un aiuto", ha dichiarato Maroni.

Ma il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso manifesta perplessità: "Non poter identificare chi utilizza le reti internet WiFi significa dare via libera a tutta una serie di reati che vanno dal terrorismo, alla pedofilia, alla criminalità organizzata, per evidenti impossibilità di identificare i soggetti che commettono tali reati. Credo che un problema di sicurezza pubblica debba prevalere su ragioni private ed economiche".

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