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UE: provider obbligati ad oscurare i siti illegali

UE: provider obbligati ad oscurare i siti illegaliL'avvocato generale dell'Unione Europea si è espresso in merito a un processo che vedeva coinvolti in Austria un provider e due società di produzione cinematografica, che chiedevano al primo di bloccare l'accesso a un sito che distribuiva illegalmente i propri titoli. Il parere è che, per le leggi europee, è possibile obbligare il provider a un'azione del genere.

Cruz Villalon, avvocato generale della UE ha espresso il proprio parere dopo che i giudici austriaci ne avevano chiesto l'intervento in merito a un contenzioso tra UPC Telekabel Wien, internet provider austriaco e due società di produzione cinematografica, la Constantin Film e la Wega. Materia del contendere era la pretesa da parte di queste ultime che il provider bloccasse ai propri utenti l'accesso a un sito Web che offriva in streaming proprio alcuni titoli prodotti da entrambe, pretesa che il provider respingeva. La risposta dell'avvocato è stata invece positiva: secondo Villalon infatti sarebbe effettivamente possibile obbligare i provider a bloccare il proprio traffico verso determinati siti che infrangono il diritto d'autore.

Notebook e copyright

Per l'avvocato infatti il provider può essere chiamato attivamente in causa e obbligato a bloccare il proprio traffico verso un sito specifico perché va considerato come un intermediario tra l'utente finale e i siti ospitati in Rete. In base al diritto dell’Unione, ha infatti spiegato Villalon, gli Stati membri "devono assicurare che i titolari dei diritti d’autore possano chiedere un provvedimento inibitorio nei confronti di intermediari i cui servizi siano utilizzati da un terzo per violare i loro diritti". In pratica, in quest'ottica, gli ISP sarebbero da considerare complici di un reato anche se non hanno alcun legame con i siti pirata, ed in quanto tali possono essere perseguiti se non si assoggettano alle richieste dei giudici, da qui l'obbligo a seguire le prescrizioni.

E' da ricordare comunque che le conclusioni dell’avvocato generale Cruz Villalon non sono vincolanti, anche se in genere rispecchiano ciò che la Corte deciderà in un secondo momento. E' anche curioso notare che fino ad oggi faceva giurisprudenza soprattutto la precedente sentenza della Corte di Giustizia del novembre 2011, secondo la quale invece i giudici nazionali non possono imporre agli internet provider di applicare filtri per prevenire il download di contenuti illegali. Villalon però l'ha ribaltata argomentando che se non possono imporre i filtri possono appunto obbligare gli IPS a inibire il traffico.

Due visioni opposte dunque che non fanno altro che testimoniare come l'unica cosa certa in questa materia è la necessità, ormai sempre più pressante, di riformare il diritto d'autore nel suo complesso. Per garantire la libertà del Web e al contempo proteggere il diritto d'autore, la strada migliore sembrerebbe proprio quella tracciata da una recente proposta di legge del governo italiano, secondo cui la discriminante tra chi può essere perseguitato penalmente e chi no sta nel fattore economico: va colpito cioè chi si arricchisce tramite un traffico di opere protette da proprietà intellettuale e non chi semplicemente condivide qualcosa in Rete, singoli utenti compresi.    

Commenti (1) 

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Dovrebbero però spiegare cosa vogliono oscurare; se oscurano il sito che offre i link a download di file può andare bene ma se oscurano dei fornitori di servizi come rapidgator mega ect ect non va più bene perchè imputano un reato ad un servizio generico di archiviazione cloud, sarebbe come vietare la vendita di coltelli, taglierini, vetri ect ect perchè possono permettere di commettere un reato.
Per la definizione di Villalon allora si potrebbero citare a giudizio tutti i produttori di alcolici, di automobili, le autostrade ect ect
Del resto mi pare che sia lo stesso gioco fatto da molti sindaci moralisti sulla prostituzione, vieti da una parte e fornitori e clienti si spostano da un altra e trovano un altro sistema.
 
riky1979

riky1979

novembre 27, 2013

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