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TSMC spinge Cortex A9 oltre 3.0 GHz

Da TSMC un Cortex A9 con 3.0 GHzTSMC ha annunciato ieri di aver infranto la soglia dei 3 GHz con un dual core ARM Cortex A9 realizzato col processo produttivo a 28 nm HPM. Si tratta di un traguardo storico per i processori RISC, che si preparano così a sbarcare non solo nei tablet Windows 8 based ma anche nei notebook. Intel è avvisata.

Cliff Hou, vice presidente di TSMC (Taiwan Semiconductor Manufacturing Company), ha annunciato la realizzazione di una versione dual core del noto chip ARM Cortex A9 che, in particolari condizioni, è stata in grado di raggiungere la frequenza di funzionamento di 3.1 GHz, con prestazioni giudicate più che doppie rispetto alla controparte originaria, realizzata a 40 nm. Il chip infatti si basa sul nuovo sistema produttivo a 28 nm di tipo HPM (High Performance for Mobile applications), sviluppato apposta per ottimizzare lo sviluppo di processori destinati al mercato mobile dei tablet ma anche dei notebook, mentre con la frase "in particolari condizioni" si intende l'uso di un sistema di dissipazione ad aria, di tipo attivo quindi, con ventola e non con le sole heatpipe.

Da TSMC un Cortex A9 con 3.0 GHz

TSMC non ha dichiarato il TDP raggiunto ma ha specificato che i 3 GHz rappresentano una frequenza di punta. Cortex A9 così realizzato può lavorare infatti in condizioni normali a un clock rate compreso tra 1.5 e 2.0 GHz ma, con applicazioni che necessitano di molta potenza elaborativa, può salire appunto fino a 3.1 GHz, un po' come avviene nei processori Intel Core ix, dotati di tecnologia Turbo Boost. La cosa è interessante, perché conferma una volta di più che ARM e in generale il mondo RISC è sempre più maturo e ormai pronto a fare il grande salto all'interno di territori solitamente dominati da soluzioni x86, mentre queste ultime, che pure vorrebbero invece a loro volta entrare nei segmenti mobile e ultramobile, non sono forse altrettanto mature dal punto di vista dei consumi.

Una particolare convergenza si sta indubbiamente sviluppando in questi ultimi anni tra le architetture RISC e x86 che, pur da strade opposte, stanno mirando ad arrivare entrambe a realizzare il chip perfetto, capace di unire prestazioni e consumi contenuti. Chi giungerà per primo a tale traguardo conquisterà indubbiamente grosse fette di mercato e così, mentre in ambito RISC si cerca di aumentare frequenze e prestazioni mantenendo al contempo quelle caratteristiche di risparmio energetico che da sempre lo caratterizzano, i produttori di soluzioni x86 tentano di abbassare il più possibile i consumi, senza dover rinunciare troppo alle prestazioni.

La battaglia è quindi più che mai aperta e mentre come ricordiamo ARM già faceva proclami sulla conquista di gran parte del mercato mobile entro il 2015, ancora prima di raggiungere il risultato di ieri, Intel dovrà affrettarsi il più possibile per adottare sistemi produttivi più miniaturizzati, introducendo anche la nuova tecnologia Tri-Gate 3D se vuol riuscire a offrire prodotti al tempo stesso performanti ma energeticamente parchi. Vedremo chi la spunterà, ma è certo che Intel non avrà pronti i propri Silvermont a 22 nm o Airmont a 14 nm rispettivamente prima del 2013 e del 2014, mentre ARM sembra essere al momento più avanti in questa corsa, specialmente dopo l’annuncio di ieri.

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