Tablet iBeam dal vivoIl carrier nipponico NTT DoCoMo ha mostrato al CEATEC 2012 di Tokyo il proprio prototipo di tablet iBeam controllabile con lo sguardo, sviluppato con Tobii e Fujitsu. Nonostante qualche difficoltà nel setup iniziale e qualche altro piccolissimo bug dovuto allo stadio di prototipo, il tablet ha colpito molto positivamente i colleghi che hanno potuto provarlo brevemente.


Pochi giorni fa vi avevamo dato notizia dei progressi raggiunti nell'ambito della tecnologia per il controllo ottico delle interfacce, parlandovi del prototipo di tablet realizzato da Fujitsu per il gigante nipponico delle comunicazione NTT DoCoMo, chiamato iBeam e dotato di tecnologia oculare sviluppata dalla svedese Tobii. Proprio questa è l'azienda responsabile dei progressi più importanti, che le hanno permesso in poco più di un anno, di realizzare una tecnologia in grado di essere integrata in un tablet, mentre solo a marzo del 2011 il portatile Lenovo che per primo aveva ospitato una soluzione simile era vistosamente appesantito da enormi protuberanze per ospitare la tecnologia Tobii.

Tablet iBeam

iBeam è stato ora mostrato dal vivo al CEATEC 2012 in corso a Tokyo ed alcuni dei nostri colleghi internazionali hanno quindi avuto modo di provarlo, restando molto impressionati in positivo. Il tablet è dotato della versione più compatta e avanzata del sensore Tobii, l'Eye Tracker IS20 e, secondo il suo produttore, dovrebbe consentire una completa interazione senza alcuna necessità di utilizzare le dita e il pannello touch. A quanto pare le dimensioni sono davvero diminuite, anche se il tablet appare ancora un po' spesso rispetto agli standard odierni, ma non in maniera altrettanto evidente ed eclatante di quanto accadeva lo scorso anno con i prototipi di portatile.

I due sensori a infrarossi che tracciano gli spostamenti oculari dell'utente sono ospitati nella parte bassa del device. Inizialmente è necessario portare a termine una lunga e non semplicissima procedura di calibratura dei sensori, al termine della quale però è possibile iniziare subito a controllare il dispositivo tramite il proprio sguardo, a patto di trovarsi nel giusto hot spot, ossia in quella zona in cui i sensori tracciano al meglio i movimenti oculari, che sarà posta ad alcune decine di centimetri dal tablet. Tutti i nostri colleghi comunque sono unanimi nel definire impressionante la qualità del risultato finale.

Grazie ai nuovi sensori infatti è risultato possibile controllare perfettamente una serie di operazioni proposte dal produttore, tra le quali leggere un eBook sfogliandone le pagine, navigare in Internet e persino controllare un videogioco, tutte cose che sono risultate semplici ed intuitive da fare, anche se con qualche piccola eccezione e qualche imprecisione dovuta allo stadio di prototipo in cui si trova ancora il progetto. Al di là quindi di qualche piccola difficoltà il tablet iBeam è sembrato molto convincente.

NTT DoCoMo ha dichiarato che non ha come target di riferimento chi ha problemi motori ma che piuttosto punta a chi voglia usare il tablet a letto o in posti affollati come treni e metropolitane, dove anche effettuare minimi movimento touch con le mani potrebbe essere problematico. In ogni caso sia DoCoMo che Fujitsu hanno chiarito di non avere in programma di produrre dispositivi a breve con tale tecnologia ma che il fine di iBeam è solo di mostrare l'avanzamento di questa tecnologia allo stato attuale. Ci vorrà ancora qualche anno quindi e ulteriori sviluppi e solo dopo, forse, potremo godere di queste nuove soluzioni.

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