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Sentenza contro Google: reazioni e discussioni

Sentenza contro Google: reazioni e discussioniNel giro di due mesi Google incassa un'altra condanna da parte di una Corte Italiana. Questa volta le reazioni della multinazionale e delle stampa estera sono durissime.

Google inizia a mostrare segni di insofferenza per le Corti italiane più che per gli attacchi degli hacker cinesi. Solo due mesi fa i giudici italiani avevano accolto la richiesta di risarcimento danni inoltrata da Microsoft per violazioni del diritto d'autore legate alla pubblicazione sul sito di sharing dei suoi programmi televisivi. Poi addirittura una condanna penale per 3 manager dell'azienda di Mountain View da parte del Tribunale di Milano per la nota vicenda del video delle percosse ad un ragazzo down (questa volta l'imputato non è Youtube ma Google Video).

Sentenza Google

Se aggiungiamo che nel frattempo è stato depositato un fasciolo presso l'Autorità di Controllo della Concorrenza della Commissione UE, è comprensibile che il clima negli uffici di Google non sia dei più distesi. Lo conferma il post pubblicato sul blog ufficiale dell'azienda, nel quale, al termine di una sintetica esposizione della vicenda, si lamenta che la sentenza del giudice italiano possa costituire una minaccia ai principi libertari su cui è basata la Rete.

In effetti il timore è che possa costituirsi un principio che impone ai proprietari dei servizi di file sharing e di social networking obblighi specifici di vigilanza sulla condotta dei loro utenti. Un rischio addirittura superiore alla censura cinese e che potrebbe sommergere il gigante dei motori di ricerca sotto una montagna di carte bollate.

In America, il caso ha riacceso i riflettori sul sistema giudiziario italiano, già oggetto di dibattiti e polemiche a seguito della sentenza sull'omicidio di Meredith Kercher. Ovviamente sfogliando blog e magazine online d'Oltreoceano è facile trovare rappresentazioni del sistema giudiziario italiano legate a stereotipi ed ignoranza. Ma è anche vero che contro la sentenza ha protestato addirittura l'Ambasciatore americano in Italia e che Google ha già annunciato ricorso, dicendosi sicura di poter ribaltare il giudizio.

La nostra speranza è che si riesca a prendere spunto dal clamore suscitato da questa vicenda per promuovere un dibattito, quanto mai necessario, sui rapporti fra tutela delle singole persone e libertà collettiva.