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Giù i tablet, su i notebook e HP è in testa!

Giù i tablet, su i notebook e HP è in testa!I computer portatili economici e le vendite stabili di HP nel settore enterprise stanno guidando la ripresa del mercato dei notebook, che ha visto una crescita complessiva del 10 % durante lo scorso mese di novembre. Nel frattempo continua la contrazione delle vendite dei tablet, già rilevata quest'estate: lo scenario del mercato sta davvero cambiando o è solo una situazione contingente?

Due dati sono emersi in questi giorni: da un lato le vendite di notebook sono ritornate a crescere, nonostante il settore specifico dei portatili con touchscreen sia in crisi, dall'altro invece continua la contrazione delle vendite dei tablet, come già notammo lo scorso luglio. Si tratta di una vera e propria inversione di tendenza o tutto è legato a una serie di cause temporanee? I dati riguardanti i notebook ci dicono che il settore a novembre è stato trainato dalle vendite stabili da parte di HP nel segmento professionale, che sono rimaste consistenti, e dall'ottimo andamento dei portatili consumer di fascia bassa.

Le vendite complessive delle prime tre aziende ODM del mercato hanno dunque visto una crescita complessiva del 10 % su base mensile, con HP appunto a guidare il gruppo con una crescita di oltre il 60 %, che segna tra l'altro un record storico per l'azienda statunitense. Secondo Digitimes Research dunque altri top player come Apple, Lenovo, Samsung Electronics, ASUS, Dell ed Acer aggiusteranno la composizione delle proprie lineup al fine di sostenere questa ripresa, anche se c’è da specificare che questo rilancio non ha cambiato la situazione generale, ma l’ha solo mitigata: le previsioni di contrazione del mercato PC erano infatti inizialmente del 3.7 % ed ora sono state riviste, portandole al 2.7 %.

HP Probook 250

 

A leggere i dati comunque, soprattutto per quanto riguarda la preferenza accordata dai consumatori alle soluzioni più economiche, a dettare la svolta sembrerebbero cause contestuali e non strutturali, come ad esempio la perdurante crisi economica mondiale che ha costretto la maggior parte dei consumatori interessati a un upgrade a rivolgersi a soluzioni economicamente più accessibili, favorite anche dai recenti sviluppi tecnologici, soprattutto per quanto riguarda gli Atom di Intel, che hanno consentito a questi notebook di offrire buone prestazioni senza imporre prezzi troppo elevati.

E per quanto riguarda invece i tablet? La flessione rilevata dagli analisti quest'estate si è accentuata ulteriormente: facendo un parallelo tra l'andamento del 2013 e quello del 2014 infatti la crescita è stata solo del 7.2 % contro il 52.5 % dell'anno precedente. Il calo riguarda anche Apple, che pure detiene il 28 % del mercato ma che nel 2014 venderà meno iPad rispetto al 2013. Diversa invece la situazione di Android che ha ben il 68 % del mercato, il 16 % in più dello scorso anno e che dovrebbe compensare il rallentamento di vendite nei Paesi occidentali con la crescita in quelli emergenti.

Proprio l'allungamento del ciclo vitale in Occidente è uno dei principali motivi della flessione dei tablet: agli inizi infatti si era stimato che essi potessero avere un ciclo di sostituzione simile a quello degli smartphone (2, al massimo 3 anni) ma a differenza di questi, i tablet non possono anzitutto contare sulle promozioni e le modalità di vendita realizzate dagli operatori telefonici e poi le novità introdotte nell'ultimo anno, soprattutto per quanto riguarda Apple, sono state giudicate marginali e non tali da giustificare un upgrade.

Apple iPad 2

E' interessante anche notare come alcuni analisti mettano le due cose in relazione, sostenendo che molti utenti che hanno deciso di sostituire il proprio notebook rilanciando le vendite di questo segmento sono gli stessi che negli scorsi anni hanno trascurato il proprio portatile a favore di smartphone e tablet e che adesso, in mancanza di vere novità, hanno deciso di reinvestire sull'altro device, fermo da troppo tempo. L'apparente inversione di tendenza dunque è legata unicamente a fattori contingenti e non costituisce un fattore strutturale.

Come ha spiegato infatti anche Loren Loverde, vice presidente di Worldwide PC Trackers "Man mano che le generazioni più giovani diventano più mobili e Web oriented e i Paesi emergenti in particolare danno priorità ai dispositivi convergenti (facendo così economia sul numero di prodotti da acquistare), il mercato dei PC continuerà a dover affrontare una dura concorrenza e si concentrerà sempre più sui cicli di sostituzione, con un potenziale di crescita che resterà dunque molto limitato".

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