Microsoft, Yahoo! e Amazon insieme contro Google BooksL'accordo stretto tra Google e le associazioni degli editori americani per la digitalizzazione dei libri continua a far paura: Microsoft, Yahoo! ed Amazon hanno deciso di aderire all'Open Book Alliance per tentare di mettere un freno a quel che viene considerato come l'ennesimo tentativo di instaurare una situazione di monopolio da parte di Google.

Nell'ottobre del 2008 Google decise di mettere mano al portafoglio per mettere definitivamente a tacere le proteste dell'associazione degli autori americani (Authors Guild), e dell'associazione degli editori americani (AAP), che già dal 2005 avevano intentato una class action contro gli abusi del servizio Google Books: secondo l'accusa infatti, il processo di digitalizzazione dei libri adottato da Google per popolare la sua libreria digitale online avrebbe violato impunemente il copyright degli autori e danneggiato gli editori dei testi.

Google Books

La multinazionale di Mountain View ha messo sul piatto 125 milioni di dollari per chiudere "pacificamente" la causa ed accaparrarsi il diritto di pubblicare su Google Books milioni di titoli provenienti dalle maggiori biblioteche ed università degli Stati Uniti. Un sistema di gestione delle opere, denominato "Book Rights Registry", verrebbe utilizzato per ripartire i guadagni ottenuti da Google tramite il proprio servizio: circa il 70% dei profitti andrebbe agli autori, mentre la restante parte dei ricavi spetterebbe a Google.

L'accordo annunciato da Google non ha tuttavia mancato di destare polemiche: numerose associazioni non profit hanno messo in piedi una coalizione di protesta, che prende il nome di "Open Book Alliance", per impedire a Google di monopolizzare anche il settore della digitalizzazione dei libri, nonostante la società stessa abbia dichiarato che il suo intento sarebbe quello di migliorarne la competitività. Nel giugno del 2009 anche l'amministrazione Obama ha iniziato ad interessarsi alla questione, ravvisando il pericolo di monopolio ed avviando una indagine per verificare la legalità dell'accordo.

I maggiori rivali di Google non hanno potuto fare a meno di intervenire: Microsoft e Yahoo! hanno annunciato ufficialmente di aver aderito alla causa della Open Book Alliance. Stando alle ultime indiscrezioni, persino Amazon si sarebbe unita al fronte anti-Google, anche se l'azienda si è rifiutata di commentare la notizia. Open Book Alliance interverrà presso il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti prima della sentenza, fissata per il 7 ottobre, che dovrebbe decretare la validità o meno dell'operazione.

 

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