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Intel crede nei Mini PC. Questo è il futuro!

Intel crede nei Mini PCDa tempo il mercato dei computer desktop è in crisi, superato in vendite e diffusione da quello di smartphone e tablet, ormai al primo posto nelle preferenze degli utenti. Secondo Intel però c'è ancora una nicchia con molte potenzialità di crescita: quella dei Mini PC, che le aziende preferiscono agli All-In-One ma che anche gli utenti consumer iniziano ad apprezzare.

I colleghi di Ars Technica hanno avuto un'interessante chiacchierata con Lisa Graff, vice presidente della divisione PC Client di Intel, sul futuro del mercato dei computer desktop. Non è un mistero infatti che ormai le vendite di questo tipo di soluzioni sia in forte flessione. Fino a 10 anni fa non c'era alternativa al PC per l'uso domestico, visto che i portatili avevano costi elevati e display piccoli, erano pesanti e spesso offrivano configurazioni meno potenti di un computer desktop, costando anche di più. La scelta quindi era tra avere o non avere il computer a casa.

Se non si avevano particolari necessità produttive, multimediali o di gioco si poteva provare ad acquistare un desktop poco potente e dal costo più contenuto possibile, ma questo era il massimo che si potesse fare. Poi, col procedere della miniaturizzazione, il diffondersi sempre più permeante di Internet e la disponibilità di sistemi operativi come Google Android, smartphone e tablet sono diventati sempre meno costosi e più performanti, e soprattutto più che sufficienti per la maggior parte degli utenti consumer. In pochi anni, in pratica, i tablet ibridi e i notebook hanno sostituito i PC desktop, anche se l'hardcore gamer, il professionista e l'azienda continuano sempre a comprare postazioni fisse, rappresentando una parte minoritaria dell'intero mercato.

Intel NUC

Secondo la Graff però c'è ancora un settore che potrebbe consentire forti crescite ed è quello dei Mini PC, come l'Intel NUC o il Gigabyte Brix. Queste soluzioni infatti sono compatte e, grazie all'estrema configurabilità, possono consentire a chiunque di trovare l'equilibrio perfetto tra potenza e prezzo. Inoltre, rispetto agli All-In-One, hanno il vantaggio di non imporre l'upgrade contemporaneo di computer e display. Secondo la Graff infatti le aziende cambiano il primo più spesso di quanto facciano col secondo e acquistare un Mini PC dunque è per esse preferibile ed economicamente più vantaggioso.

La richiesta di questo tipo di prodotti dunque ha fatto un balzo sostanziale appena in un anno passando, nelle parole della stessa Graff, "da quasi zero nel 2012 a un milione di pezzi nel 2013" e le previsioni per il 2014 parlano di una crescita ulteriore, almeno del 50 %. Si tratta comunque ancora di numeri irrisori rispetto ai quasi 300 milioni (268.5 milioni di unità per la precisione) di notebook e desktop venduti nel mondo, pur con una flessione di 41 milioni rispetto al 2012. Il giornalista conclude che per quanto bene potranno andare i Mini PC non compenseranno mai la perdita di introiti generata dalle vendite sempre minori dei desktop, ma forse è necessario fare un passo indietro e ragionare in termini globali.

In futuro, chi non acquisterà più un desktop dovrà comunque pur sempre avere un computer, che sia uno smarthone, un tablet, un notebook, un Mini PC o un All-In-One, non importa. Il mercato è in trasformazione ma questo non significa che sia nel suo insieme in contrazione: se un settore decresce altri ne prenderanno il posto. Il problema dunque non è nei numeri, semmai è nel core business che, nel tempo, colossi come Microsoft e Intel, nei rispettivi campi del software e dell'hardware, dovranno riorientare, il primo puntando con sempre maggior decisione sui servizi e sul cloud, il secondo sulla realizzazione di processori mirati al settore ultramobile.

Commenti (1) 

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Mi chiedo il senso di questi prodotti, ritengo siano prodotti di nicchia. Perchè dovrei comprare un dekstop piccolo ma limitato nelle dimensioni fisiche quando posso avere lo stesso con un notebook? O le cpu avranno un rapporto costo-prestazioni molto vantaggioso rispetto a quelle notebook o non ha molto senso per me.
Certamente si saranno accorti che il mercato office non richiede una grande potenza di calcolo e quindi punteranno a queste soluzioni, immagino le banche PA ect ect ma i privati e i piccoli uffici non ce li vedo.
La strategia, intel può imporla, potrebbe essere eliminare tutte le cpu desktop attuali e produrre solo soluzioni notebook e Xeon per portatili e workstation (queste continueranno ad esistere)  
riky1979

riky1979

febbraio 17, 2014

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