Recensione Huawei P20 Pro

Recensione di Huawei P20 ProRecensione dell'iconico Huawei P20 Pro, una pietra miliare nel settore ultramobile per estetica e funzionalità. Huawei rivendica la sua leadership con una serie di scelte originali e di anteprime tecnologiche, dalla colorazione Twilight alla tripla camera Leica.

La serie di Hauwei meno capita e apprezzata dalla critica e dal pubblico è quella P; proprio per potervi fare un’idea sul percorso intrapreso da Huawei, vi ricordo che sulle nostre pagine è disponibile la prova del modello precedente P10, testato l’anno scorso, uno smartphone che aveva raccolto giudizi particolarmente severi forse perché le aspettative erano troppo alte. Ad archiviare il P10 e le polemiche che l'avevano accompagnato, arriva il nuovo flagship Huawei P20 Pro. La scelta di saltare a piè pari la seconda cifra, da P11 a P20, ha un valore simbolico che già dice tanto sul nuovo dispositivo: c'è una evidente continuità rispetto al passato ma al tempo stesso una forte istanza di rinnovamento che emerge con chiarezza dalle scelte estetiche e tecniche.

Huawei P20 Pro è il camera phone del 2018

Huawi P20 Pro è il primo smartphone con tripla camera posteriore ed è il primo a esibire la colorazione Twilight, un originalissimo gradiente dal celeste al viola. È stato subito un cult: a poche settimane dall'evento parigino di lancio "See Mooore" già si contano emuli e cloni come il Leagoo S10. La colorazione Twilight è la nuova icona di stile ed il Huawei P20 Pro è il nuovo oggetto del desiderio. C'è il notch, ma ci aspettavamo qualcosa di più e di diverso da Huawei e siamo stati accontentati.

Voglio sin da subito mettere in chiaro che Huawei P20 Pro segna davvero un “rinascimento fotografico”, ma certamente non è lo smartphone perfetto, infatti, a fronte di quattro fotocamere (aggiungo anche quella anteriore) notevoli, ha delle mancanze inspiegabili e che potevano essere superate con un minimo di sforzo in più.
Sebbene manchino la ricarica a induzione, il connettore jack per le cuffie e una certificazione IP68, Huawei P20 Pro è uno smartphone che si utilizza con estremo piacere, esteticamente bellissimo ed “economico”.
Scopriamo tutti i pregi e i difetti di questo prodotto.

Confezione di Huawei P20 Pro

Confezione

La confezione di vendita è la stessa che abbiamo trovato anche con Huawei Mate 10 Pro, totalmente bianca, serigrafata con il logo dell’azienda cinese e con il logo di Leica seguito dalla dicitura Triple Camera (Tripla fotocamera), che, in modo essenziale ed elegante, riassume quella che è la caratteristica principale di questo nuovo top di gamma.

All’interno del box di vendita (voglio sottolineare che la nostra versione è priva della cover in TPU trasparente perché il sample in mio possesso è quello destinato alla stampa specializzata), troviamo lo smartphone, il gancetto per installare le due Nano SIM, un cavetto USB-A/Type-C per la ricarica e il trasferimento dati, il classico paio di cuffie Huawei (questa volta con attacco Type-C) e il caricatore da parete Supecharge 5V 4,5A. Ulteriore accessorio è l’adattatore jack 3.5mm/USB Type-C per collegare ogni tipo di periferica audio in vostro possesso.

Cavo di alimentazioneAuricolari in dotazione

Alimentatore con fast chargeAdattatore per audio jack

L’esperienza di unboxing è di fascia alta, ma, se siete acquirenti fedeli al marchio, avrete di certo notato la ridondanza di alcune scelte nel confezionamento che sono ormai una vera e propria tradizione. Tutti gli accessori sono in colorazione bianca, cosa che a me lascia interdetto, visto che il mio smartphone è blu.
Questo è un appunto personale, ma è un dettaglio che potrebbe essere migliorato dall’azienda per completare l’esperienza di acquisto, di per sé comunque di pregio e qualitativamente molto alta.


Caratteristiche tecniche ed hardware

Lo smartphone è mosso da un processore Huawei Kirin 970 Octa-Core (4x Cortex A73 a 2,36GHz e 4xCortex A53 a 1,83GHz) con processo produttivo a 10nm, una GPU ARM Mali-G72 MP12 con ben dodici core per un'esperienza in gioco al vertice della categoria, 6GB di memoria RAM di tipo LPDDR4X con una frequenza di 1833MHz e una cospicua quantità di memoria interna (128GB) non espandibile. Vi ricordo che il Kirin 970 è il primo SoC al mondo con NPU integrata, un coprocessore destinato ad accelerare i calcoli relativi alla Intelligenza Artificiale.

Lo schermo è un'ottima unità da sei pollici con aspetto di forma di circa 18:9, risoluzione 2240x1080 punti e 408dpi. Ha la certificazione HDR10 per la riproduzione di filmati con colori vividi e d’impatto.

CpuZ: Huawei Hisilicon Kirin 970

La connettività è una certezza sui dispositivi Huawei e P20 Pro non è sicuramente da meno: Wi-Fi 802.11 a/b/g/n Dual-Channel e una connettività LTE Cat.18 che raggiunge una velocità di punta di 1,2Gbps. NFC, VoLTE e DNLA sono presenti all'appello, mentre stranamente il Bluetooth è nella versione 4.2 (resto con il dubbio sul fatto che possa essere aggiornato via software alla 5.0). Tutta questa tecnologia è aiutata da una batteria da 4000mAh che può caricarsi sino al 50% in 36 minuti.

Le fotocamere posteriori sono griffate Leica e raggiungono la risoluzione di 40MP F/1.8 (RGB) e di 20MP F/1.6 (B/W). Il tele-zoom è da 8MP F/2.0.
Lo smartphone ha certificazione IP67, Android 8.1, GPS/A-GPS, GLONASS e BeiDou.


Design e schermo

L’aspetto esteriore di Huawei P20 Pro suscita emozioni contrapposte. O lo si ama o lo si odia. Il mondo degli appassionati è tremendamente scettico sulla rivisitazione di questo modello e ancora di più sull’adeguamento del marchio al trend della penisola (notch), che si staglia sull’enorme superficie OLED dello schermo.

Voglio subito trattare di questo dettaglio estetico e prendere posizione sull’argomento: personalmente non mi infastidisce la presenza di questo rettangolino e coerentemente non reputo che la sua presenza possa dissuadermi dall’acquistare questo modello rispetto ad un altro; fatto incontrovertibile, però, è che non si può essere all’unanimità d’accordo con i miei gusti. Se il notch vi dovesse dare tanto fastidio, sappiate che è possibile nasconderlo attraverso l’impostazione software nel menù del display (rinunciando a qualche pixel).

Se non vi piace il notch potete farlo scomparire via software

Anteriormente, sotto il generoso schermo OLED, trova posto un sensore per il riconoscimento delle impronte digitali fantastico. Esteticamente non mi piace come è stato integrato nell’esigua cornice, ma il suo funzionamento lascia senza fiato, probabilmente il miglior sensore che abbia potuto impiegare durante le mie giornate, velocissimo e che non sbaglia mai un colpo.

Il frame è in alluminio con lavorazione lucida. La sua realizzazione è quasi continua per poi interrompersi nella parte più alta dello smartphone con due bande plastiche e grigie per il miglioramento della ricezione delle antenne. La cover posteriore (sul mio modello è blu, ma io consiglio di dirigersi sul modello Twilight) è realizzata in quello che dovrebbe essere vetro, ma che in mano restituisce la sensazione della plastica. In questo genere di lavorazione trovo che HTC abbia da insegnare qualcosa e riesca ancora a dire la sua.
Non so se sia un problema legato al mio modello o sia riscontrabile su tutti i device, ma la copertura posteriore mi è sembrata di qualità media e, battendoci il dito, restituisce un suono abbastanza cheap. Penso che Huawei avrebbe potuto realizzare qualcosa di più pregiato, vista la qualità, ad esempio, di Huawei Mate 10 Pro.

Frame e carrellino per SIM

L’aspetto è molto equilibrato ma quasi sempre asimmetrico. Le tre fotocamere sono posizionate tutte sulla sinistra e le indicazioni sul produttore delle lenti sono poste orizzontalmente. Le fotocamere sono tutte molto sporgenti, cosa che non solo rende fastidioso l’uso dello smartphone su di un piano, ma che si fa sentire quando cercherete di infilare il cellulare nella tasca anteriore del pantalone.
Le fotocamere, infatti, non di rado si impigliano nel vestiario! Questo dispositivo scivola e necessita di una copertura contro graffi ed urti.

Lo schermo OLED di Huawei P20 Pro

Lo schermo è un’unità da 6.1” 2240x1080p 408dpi. Ci troviamo davanti a un'eccellente soluzione, ben visibile sotto la luce diretta del sole, con un contrasto elevato e dei colori ben tarati e convincenti. Ottima è la possibilità di selezionare l'opzione “Tonalità naturale”, che calibra la temperatura colore del display in base all’illuminazione ambientale.
L’unica critica sul display che posso muovere è che non riesce a utilizzare intelligentemente lo spazio extra attorno alla capsula auricolare. Nella visione di video YouTube, ad esempio, l’estensione diventerà nera annullando il senso del notch. Non tutte le applicazioni sono pronte all’introduzione del notch e la sua presenza in qualche occasione diventa sin troppo invadente (su Instagram è particolarmente disorganica).


Fotocamere

P20 Pro è il Camera Phone di questa parte del 2018, ma non per questo il più semplice da usare. Posteriormente è costellato da fotocamere, una da 40MP F/1.8 OIS, una da 20MP F/1.6 ed infine una da  8MP F/2.4.
Tutte e tre le fotocamere sono un’eccellenza per il tipo di impiego per cui sono pensate. Quella da 40MP è per chi vuole trarre il massimo dettaglio possibile dagli scatti effettuati, quella da 20MP per l’affezionato del bianco e nero, mentre quella da 8MP per effettuare ingrandimenti di 3X e 5X (in questo caso con uno zoom ibrido).

Cover posteriore del P20 Pro e la tripla camera Leica

I dettagli sono altissimi, mi sono letteralmente innamorato della precisione di questi sensori. L’unica nota negativa è la poca corrispondenza dei colori alla realtà. Il software fotografico integra un sistema di riconoscimento della scena attraverso l’impiego dell'AI (Intelligenza Artificiale). Questo cervello riesce a capire cosa si sta fotografando (es. gatto, cibo, persona o paesaggio) e apporta delle migliorie, visibili in camera ancora prima dello scatto. I colori, però, molto spesso sono calcati artificialmente e, se da un lato le foto risultano molto più belle, dall'altro sono completamente ripensate da questa intelligenza artificiale.

In ogni condizione di scatto, comunque, ci troviamo ai massimi livelli: nessun problema neanche con le foto notturne, merito della modalità Supernight e dello stabilizzatore che non sbaglia quasi mai.
La profondità di campo è molto alta e il look finale dello scatto è comparabile con quello di sistemi fotografici molto più complicati.
Lo zoom è impressionante e mi ha letteralmente fatto ricredere su questo tipo di opzione.
I video sono registrati alla risoluzione massima dell'UHD (3840x2160) a 30fps, ma la stabilizzazione (non solo digitale) agisce alla perfezione con il formato Full HD a 30fps. I video sono promossi a pieni voti e anche l’audio convince pienamente.

Software

P20 Pro ha a bordo Android 8.1 e la versione proprietaria dell'UI EMUI 8.1. Il software è diventato particolarmente complesso e ricomprende tante possibilità di scelta. Vi elenco qualche funzione che mi ha fatto piacere trovare: tema nero all’interno del menù delle impostazioni, un software fotografico rivisto e corretto (seppure con un’interfaccia abbastanza pesante e datata), correzione via software del notch e personalizzazione del tasto per lo sblocco del display (andare indietro, home ecc…). Tutto scorre alla velocità della luce, anche se le icone e il menù dei Quick Toggle non sono omogenei fra loro nè coerenti con l’aspetto flat e pulito di altri brand.

Android 8.1 su Huawei P20 Pro

Sono presenti la voce "Menù veloce", che fa comparire a display un pallino bianco con cui poter effettuare una serie di azioni, la modalità desktop con il collegamento di qualsiasi tipo di accessorio USB Type-C/ HDMI e il ridimensionamento dell’interfaccia per l’uso ad una mano.


Test

Il comparto hardware non è diverso da quello che il produttore cinese ha mostrato qualche mese fa, ma è indubbio che la qualità e la maturità della piattaforma siano eccellenti anche a distanza di sei mesi. Nessun impuntamento durante l’utilizzo di giochi 3D complessi con dettaglio al massimo e nessun problema nell’apertura e fruizione di applicazioni e contenuti.

6GB di memoria LPDDR4X sono più che sufficienti per qualsiasi scenario di utilizzo e 128GB di spazio di archiviazione onboard dovrebbero bastarvi ma, considerato che il P20 Pro è un camera phone in grado di scattare foto ad altissima risoluzione e registrare video 4K, avremmo sicuramente preferito avere la possibilità di inserire una microSD.

Huawei P20 Pro ha ottime capacità multimediali

Quadrant Totale CPU Memoria I/O 2D 3D
- - - - - -
Antutu Totale 3D UX CPU RAM
207973 77042 45960 71676 13295
Geekbench 4 Single-core Multi-core
1904 6736
Vellamo Browser Metal Multicore
6154 2710 5010
GFX Bench Car Chase offs. Manhattan 3.1.1offs. Manhattan 3.1 offs. Manhattan offs. T-Rex offs. Tessellation offs. Texturing offs. ALU 2 offs.
1347 1323 2395 - - 5045 - 5560
3DMark Ice Storm Extreme Ice Storm Unlimited   Sling Shot
Max 30715 3292
G1 60 fps G2 57,30 fps

PHY 51,20 fps

G1 210,10 fps G2 114,90 fps PHY 72 fps G1 19,50 fps G2 12 fps PHY 45,40/30,90/16,80 fps
PCMark  Work 2.0 
7701 Web browsing Video editing Writing Photo editing Data manipulation
8958 5409 7591 13537 5441

Batteria, temperature e conclusioni

La batteria è perfetta per affrontare senza pensieri gli impegni quotidiani, concedendosi qualche consultazione extra della propria piattaforma social preferita e utilizzando la connettività GPS senza nessun tipo di impedimento e limitazione.bSono sempre arrivato a sera con almeno il 20% di batteria residua, con una media di ore a schermo acceso di sei ore. Tanta messaggistica, video su YouTube a volume elevato e stereo non andranno a scalfire la durata della batteria che resta altissima!

La ricarica rapida Supecharge da 5V 4,5A, con i suoi 22,50 Watt, permette di ricaricare la batteria (4000mAh) in 100 minuti. Longevità della carica e qualità della stessa a livelli inimmaginabili!

Le temperature sono estremamente basse: dopo oltre un’ora in cui ho messo a dura prova il comparto hardware dello smartphone con ripetuti benchmark, la scocca non ha mai segnato valori al di sopra dei 39.0 °C. Il valore è normale, anche se percepirete il frame diventare più caldo con il passare dell’utilizzo perché l'alluminio è uno dei migliori conduttori termici.

La temperatura esterna misurata con la termocamera Flir

La ricezione è sopra la media dei competitor, la capsula auricolare di forma circolare è il più grande limite di questo modello, perché non sempre coinciderà alla perfezione con il vostro padiglione. L’audio è alto, ricco di bassi e tanto potente da mettere in risonanza la parte posteriore dello smartphone. Questo è in qualche modo fastidioso.

Il prezzo di listino di questo smartphone non è alla portata di tutti, infatti il produttore chiede 899 euro per avere chiavi in mano il suo top di gamma. C'è però la possibilità di risparmiare qualcosa su Amazon con prezzi fra i 700 ed i 790 euro per le versioni nera o blu. Sebbene 899 euro siano tanti, ci troviamo di almeno cento euro sotto la soglia fissata da altri smartphone (Google Pixel 2XL e Samsung Galaxy S9+ su tutti). Consiglio l’acquisto, ancora di più se volete un battery e camera phone con prestazioni da top di gamma. Le piccole mancanze, come l'assenza di certificazione IP68 o del jack delle cuffie, sono per me dei difettucci trascurabili, mentre il piacere d’utilizzo è la dimostrazione concreta che Huawei sta effettuando il sorpasso dei competitor. Spero in un'EMUI ancora più personalizzabile e moderna, perché, se sull’hardware non ci sono dubbi, sul software qualcosa da fare ancora c’è.

Ultimo aggiornamento Venerdì 04 Maggio 2018 09:04