YouTube: canali a pagamento da 99 centesimiAttesi da tempo, i canali a pagamento di YouTube sono finalmente arrivati, anche se con un "programma pilota". I canali sono disponibili, ma non in Italia, con un canone mensile a partire da 0.99 dollari.

YouTube dichiara guerra alla Pay-TV? La piattaforma video di Google ha inaugurato, nella giornata di ieri, un primo gruppo "pilota" di canali a pagamento. 53 canali, quasi tutti americani, già disponibili con un abbonamento che varia a seconda della natura dei programmi. I costi partono da 0.99 dollari al merse fino a 7.99 dollari al mese. "Oggi, ci sono più di un milione di canali che generano entrate su YouTube e una delle domande più comuni fatte dai creatori è di come avere più flessibilità per la monetizzazione e distribuzione dei video", dice YouTube. Per il portale video significa, quindi, aggiungere ai banner altre forme di monetizzazione, per attirare nuovi utenti e valorizzare i loro contenuti.

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I 53 canali a pagamento sono in inglese o spagnolo, essenzialmente americani. Comprendono nomi come UFC (Ultimate Fighting Championship), la versione per bambini di National Geographic, Cars.tv, e canali tematici a golf amatoriale, cucina, Cuba, yoga o wrestling. Ogni canale offre un periodo di prova gratuito, oltre il quale l'utente potrà accedervi solo dopo aver pagato l'abbonamento mensile. Le operazioni di pagamento vengono effettuate attraverso Google Wallet e, su alcuni canali, sono previsti degli sconti nel caso di sceglie la sottoscrizione annuale. Se la carta di credito dell'utente viene memorizzata su Google Wallet, abbonarsi richiederà pochi secondi e tre click. Per annullare l'iscrizione, basterà andare sul canale in questione e annullare l'iscrizione come si farebbe su un qualsiasi canale gratuito. I video saranno quindi disponibili fino al mese pagato.

L'abbonamento è logicamente associato all'account di Google, e ciò permetterà all'utente di guardare i video del canale a pagamento su qualsiasi dispositivo, PC o smartphone, a login effettuato. Tuttavia, alcuni canali identificano la provenienza geografica degli utenti e non sono accessibile da chi è residente in Italia, per esempio. "E' solo l'inizio", promette Google annunciando che ai "partner" di YouTube sarà offerta l'opportunità di aprire canali a pagamento autonomamente nelle prossime settimane. Chi vorrà, potrà ancora distribuire video gratis (finanziandosi con la pubblicità).

Il portale offre agli editori interessati, un modulo online per presentare la domanda. Facciamo notare che tra i nomi dei primi partner non compare nessuna delle grandi aziende della pay TV americana, che però si serve di canali gratuiti sulla piattaforma.

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