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Google Street View piace, ma ci spia

Google Street View piace, ma ci spia  L'introduzione in Italia di Google Street View, la nuova funzione di Google Maps che permette di "esplorare" virtualmente le strade delle città, è stata pesantemente criticata poichè violerebbe la privacy dei cittadini. Il Garante per la privacy indaga.

Da pochi giorni è attivo anche in Italia, limitatamente per le città di Roma, Firenze, Milano e Como, il servizio aggiuntivo di Google Maps che offre una panoramica a livello stradale di paesi e città: Google Street View. Lanciata nel maggio del 2007 negli Stati Uniti, la nuova funzione ha subito riscosso il favore degli utenti, che hanno apprezzato la possibilità di poter visitare, seppure in maniera virtuale, le vie delle città più famose. La panoramica a 360 gradi offerta da Google Street View è elaborata da un sofisticato software che si preoccupa di "cucire" tra di loro le fotografie scattate in sequenza dalle speciali autombili di Google, le "street view camera car".

Google Street View Roma

Sono stati inoltre progettati alcuni algoritmi per offuscare automaticamente sia i volti delle persone di passaggio, sia le targhe delle automobili immortalate dalle fotocamere. Le autorità garanti della privacy degli altri tre paesi europei nei quali è stato introdotto il servizio durante il 2008, Francia e Spagna, si sono dichiarate soddisfatte degli sforzi di Google per la protezione della privacy dei cittadini; in Italia invece è scoppiato un putiferio. Google ha ammesso infatti che il sistema di oscuramento automatico di targhe e volti non è infallibile (il margine di errore sarebbe addirittura del 30% circa), ma a parte questa considezione sono in molti a pensare che il sistema adoperato dal colosso di Mountain View sia insufficiente per lo scopo.

Le persone per strada sarebbero infatti facilmente riconoscibili anche con la sovrapposizione dell'alone di offuscamento; a parte la sua scarsa efficacia inoltre, gli abiti sono perfettamente visibili, così come eventuali oggetti (borse, valigie, accessori) che renderebbero l'identificazione estremamente semplice per i conoscenti degli individui. C'è dunque chi, catturato in "pose sconvenienti", chiede la rimozione della propria immagine da Google Street, e chi invece auspica l'installazione di un meccanismo sulle street view camera car di Google, come ad esempio un segnale acustico, che permetta agli interessati di allontanarsi per tempo.

Google, per voce del suo responsabile italiano Marco Pancini, difende il servizio affermando che le foto sono scattate in luoghi pubblici, dove chiunque potrebbe scattare liberamente fotografie, e che ad ogni modo si tratta di immagini fisse, risalenti ad alcuni mesi fa, per cui non vi è alcun sistema di "spionaggio" in tempo reale. Il Garante per la protezione dei dati personali è già all'opera per verificare se vi sono gli estremi per richiedere una modifica del servizio.

 

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