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Google e il diritto all'oblio. Si può sparire in un click!

Google e il diritto all'oblio in pochi clickDopo la decisione della Corte Europea sul diritto all'oblio, Google è stata obbligata ad adeguarsi creando un form da compilare per inoltrare la richiesta. Il motore di ricerca dovrà attrezzarsi per poter valutare ogni domanda conciliando il diritto alla privacy e all'informazione.

"Per ottemperare alla recente decisione della Corte Europea abbiamo reso disponibile un modulo Web attraverso cui i cittadini europei potranno chiedere la rimozione dei risultati dal nostro motore di ricerca. La sentenza della Corte richiede a Google di prendere decisioni difficili in merito al diritto di un individuo all'oblio e al diritto del pubblico di accedere all'informazione. Stiamo creando un comitato consultivo di esperti che analizzi attentamente questi temi. Inoltre, nell'implementare questa decisione coopereremo con i Garanti della Privacy e altre autorità" a spiegarlo è lo stesso Larry Page, durante un'intervista rilasciata al Financial Times in merito alla recente sentenza della Corte Europea riguardo al cosiddetto diritto all'oblio, ossia alla volontà, da parte degli utenti, di "sparire" letteralmente dai motori di ricerca.

Google

Una decisione storica quanto discutibile, perché per la prima volta un motore di ricerca è stato ritenuto responsabile dei dati di terzi e come tale chiamato a gestirli, e al tempo stesso è la prima volta che un cittadino potrà chiedere a un motore di ricerca la rimozione di link sul suo conto, se li dovesse ritenere "inadeguati, irrilevanti o non più rilevanti, o eccessivi in relazione agli scopi per cui sono stati pubblicati".

In realtà è un compito molto gravoso quello che la Corte ha affidato a Google, perché in questo modo l'azienda dovrà anche essere giudice di ciascuna istanza, valutando di volta in volta la validità della richiesta, un lavoro che certo non spetterebbe a un motore di ricerca. "La perfezione in questi casi non esiste" ha infatti dichiarato a questo proposito il CEO di Google, "Sarà necessario trovare un equilibrio complesso fra il diritto del singolo cittadino e il diritto all'informazione. Proprio per questo Google si avvarrà di un team di esperti del quale fanno parte Jimmy Wales (Wikipedia) e Luciano Floridi (docente di filosofia e etica dell'informazione all'università di Oxford)".

Il limite della decisione della Corte Europea infatti sta proprio nel tentativo di tutelare una tipologia di diritti, senza essersi resa conto che, così facendo ne stava minando altri e di aver affidato la difficile valutazione a un'azienda. Decidere cos'è meglio sarà quindi forse la sfida più ardua dinanzi a cui si troverà Google e non è escluso che non riesca a fronteggiarla adeguatamente, anche perché è molto probabile che chi dovesse ricevere riposta negativa alla propria domanda si rivolga ad altri istituti legali, andando a complicare di molto la situazione e allungando enormemente i tempi per ciascuna decisione.

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