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Foxconn ed Apple migliorano le condizioni di lavoro degli operai

Foxconn ed Apple migliorano le condizioni di lavoroLa Fair Labor Association ha evidenziato delle irregolarità nelle condizioni di lavoro degli operai cinesi nelle fabbriche di produzione. Apple e Foxconn promettono di prendere le misure necessarie.

L'ONG (Organizzazione non Governativa) Fair Labor Association (FLA) è stata interpellata da Apple per verificare sulle condizioni di lavoro degli operai nelle fabbriche di produzione cinesi del suo assemblatore Foxconn. La richiesta arriva in seguito alle tante critiche sollevate a causa dei diversi incidenti industriali e alla serie di suicidi dei dipendenti, che avevano già obbligato il fornitore a rivedere (parzialmente) le sue attività.

Tim Cook in visita a Foxconn

Al termine di un controllo in tre fabbriche in diversi mesi, la FLA ha constatato numerose irregolarità del codice di lavoro cinese, come orari che superano le 60 ore settimanali e turni di oltre 11 ore al giorno senza interruzione. I dipendenti dicono di essere spesso rimasti vittime di incidenti industriali, di avere pochi riconoscimenti per il lavoro compiuto (quindi non pagamento delle ore di straordinario) e di non trovare nei sindacati una forza capace di migliorare le loro condizioni lavorative.

Grazie al viaggio di Tim Cook, CEO di Apple, in Cina, Apple e Foxconn hanno annunciato delle misure per tentare di migliorare le condizioni di lavoro dei dipendenti. L'assemblatore promette in particolare di assumere molte decine di migliaia di nuovi dipendenti e di eliminare le ore di straordinario illegali, con un miglioramento generale delle attività. Volendo certamente evitare la pubblicità negativa di un'azienda americana straricca che sfrutta il lavoro cinese in modo inumano, come accadde anni fa per Nike, Apple spinge Foxconn ad adottare questi cambiamenti subito, rispondendo prontamente a quegli operai stressati.

Tale operazione potrebbe allargarsi e riflettersi anche su altri fornitori cinesi, costringendo i grandi gruppi internazionali ad indagare sulle condizioni di lavoro presso i fornitori asiatici, a volte molto più dure di quelle di Foxconn. E' senza dubbio un gesto apprezzabile, che cambia la visione "perfetta" propagandata fino ad oggi, ma per le ONG rimane ancora insufficiente, soprattutto per i salari che restano molto bassi e a mala pena riescono a far vivere i dipendenti e le loro famiglie.

La FLA continuerà le sue ispezioni per verificare le misure adottate saranno applicate. L'organizzazione visiterà anche i laboratori di Quanta Computers e Pegatron, anch'essi fornitori di Apple.

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