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Facebook vara Graph Search

Facebook vara Graph SearchGraph Search è una nuova funzionalità da poco varata da Facebook e ancora in versione beta, che consentirà la ricerca di materiali tra tutti gli utenti del sito in blu. Al momento le sezioni sono solo Persone, Foto, Posti e Interessi, ma la guerra aperta a Google è ormai iniziata.

Nei giorni scorsi Mark Zuckerberg aveva rivelato un'imminente novità per Facebook, il più grande social network mondiale, novità oggi conosciuta. Si tratta di una funzione di ricerca integrata nel sito, chiamata Graph Search. Al momento non si tratta di un vero motore di ricerca come quello di Google ma è comunque uno strumento che presto potrebbe entrare in competizione con quest'ultimo. La differenza principale, a parte l'attuale limitazione a soli quattro argomenti, Persone, Foto, Posti e Interessi, sta nell'approccio, molto più visuale rispetto a quello offerto dal motore dell'azienda di Mountain View, ma al tempo stesso limitato al materiale prodotto all’interno del sito stesso.

Facebook Graph Search

I risultati infatti non saranno dei semplici elenchi di link che rimandano a loro volta a pagine che potrebbero contenere la risposta alle nostre domande ma saranno costituiti dallo stesso materiale ricercato, presentato in un collage di immagini. Graph Search inoltre consentirà l'uso di linguaggio naturale per porre le domande: ad esempio scrivendo "immagini dei miei contatti prima del 1999" visualizzeremo una pagina con tutte le foto richieste e così via.

Facebook era da tempo alla ricerca di un modo per valorizzare il proprio patrimonio, composto da un miliardo di utenti, 240 miliardi di immagini e mille miliardi di interconnessioni tra utenti, un bacino di informazioni enorme, che l'azienda non poteva lasciare non sfruttato nei propri server. Come detto al momento il servizio è in beta limitata e l'adozione, come confermato dallo stesso Zuckerberg, sarà molto lenta, inoltre, vista la limitazione sugli argomenti, i risultati prodotti riguarderanno solo ambiti specifici, per tutto il resto Facebook integrerà nel suo Graph Search anche Bing, il motore di Microsoft rivale proprio di Google, che fornirà i risultati per tutte le voci di ricerca non direttamente coperte dallo strumento del sito in blu.

L'aspetto più interessante comunque è un altro e cioè che Graph Search sancisce un ulteriore passaggio nel concetto di ricerca Web dopo quello, storico, dovuto all'avvento di Google. Il motore di Mountain View introduceva infatti una prima significativa selezione rispetto al materiale grezzo presente su Internet, visto che i risultati non rispecchiano la totalità degli argomenti disponibili, ma solo quelli che, secondo una serie di criteri comunque arbitrari, sono considerati rilevanti. Il semplice criterio quantitativo (più click riceve un link più Google lo ritiene rilevante, anche se intervengono anche altri parametri) non dà infatti sempre ragione della qualità degli stessi.

Dai risultati infatti restano spesso esclusi i materiali prodotti da università e istituzioni, tanto per citare i due ambiti più importanti in cui si raccoglie e costruisce il sapere, poco raggiungibili o conosciuti o che per altri problemi tecnici risultano poco indicizzabili. Questo approccio di Google produce dunque risultati che in qualche modo sono filtrati dalla cultura di massa e ciò che non rientra nei gusti della maggioranza o non è conosciuto semplicemente è perso per sempre nei meandri della Rete.

Ora Graph Search restringe ancora di più questo campo visto che i risultati saranno il frutto di ciò che piace agli utenti del social network che, per quanto costituiscano un numero elevato, sono pur sempre una minoranza della popolazione mondiale. Per quanto sia il più grande sito al mondo dunque la portata di questo filtro è ancora più pesante del precedente e ciò che sarà "fuori" da Facebook sarà anche fuori dai risultati prodotti.

C'è dunque davvero da domandarsi se man mano la nostra conoscenza sarà dirottata sempre più verso una mera riproposizione di ciò che già ci piace e già conosciamo, una conoscenza socializzata quindi dove la realtà diventa sempre meno rilevante rispetto a quella che è la nostra visione di essa, con una perdita potenzialmente assai grave di informazione e, di conseguenza, delle capacità critiche, che si alimentano di varietà ed eterogeneità delle fonti disponibili e di punti di vista opposti e conflittuali.   

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