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Facebook scoppia la coppia!

Facebook scoppia la coppia!Aumentano le polemiche intorno a Facebook e al trattamento dei dati personali, nonchè della privacy, all'interno dei social network. Il caso del giorno coinvolge una ragazza lasciata dal proprio fidanzato, dopo che un amico comune ha pubblicato sul profilo di Facebook alcune "piccanti e compromettenti" foto della donna.

Gli scatti rubati, in realtà, ritraggono semplicemente degli abbracci tra amici di vecchia data, ma il passaparola tra i conoscenti e la gelosia del fidanzato hanno trasformato un innocente gesto di affetto in un tradimento d'amore. La coppia è scoppiata! La ragazza, mai iscritta al social network, ha contattato l'Aidacon (Associazione Italiana per la Difesa dell'Ambiente e del Consumatore) che, dopo aver analizzato i fatti, avvierà un procedimento giudiziario nei confronti del famoso social network Facebook e dell'ingenuo utente, con l'accusa (naturalmente) di violazione della privacy.

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In particolare l'Adiacon precisa, tramite il suo legale Carlo Claps, che la giovane donna avrebbe subito gravi danni a causa della violazione della propria privacy, a seguito della pubblicazione - da parte di un semplice conoscente - senza la propria autorizzazione, di alcune foto della stessa, ritratta durante una festa tra amici, ai tempi del liceo, abbracciata ad un ragazzo ed in atteggiamenti molto affettuosi e fraintesi dal suo attuale fidanzato.

L'associazione sottolinea che sono molto frequenti le denunce per violazione dei privacy o dei dati personali su social network, e l'Aidacon si impegna a porre un freno a casi simili. Nello specifico il Legislatore o l’Autorità Garante dovranno presto intervenire per regolamentare il comportamento degli utenti attraverso questi nuovi mezzi di socializzazione, i quali non sono sempre e solo un mezzo per rincontrare vecchi amici.

Gli avvocati hanno già diffidato l’utente presunto responsabile per aver pubblicato le foto incriminate ad eliminarle dalla rete, unitamente ai responsabili di Facebook. Ora si procederà all’Autorità Giudiziaria.