Graph Search, Facebook rivoluziona la ricercaFacebook vara Graph Search, il tanto anticipato motore di ricerca social che consentirà con più facilità di trovare non solo foto e amici ma anche argomenti. Intanto qualcuno solleva problemi di privacy.


Dopo averlo anticipato da alcuni mesi in diverse occasioni più o meno formali, Facebook ha fatto finalmente esordire Graph Search il suo innovativo motore di ricerca, al momento integrato nelle pagine del social network solo per gli Stati Uniti ma presto reso disponibile per l'intera base di utenza. Il motore è innovativo sotto diversi punti di vista.

Anzitutto infatti consentirà di cercare con più efficacia foto, filmati e altre notizie pubblicate dai nostri contatti ma lo farà anche in modo diverso da Google. Quello di Facebook infatti è un cosiddetto motore semantico, che non si basa su parole chiave ma a cui è invece possibile rivolgere domande in linguaggio naturale, ottenendo le risposte e non i link ad esse, come ha sottolineato Mark Zuckerberg durante la presentazione. Graph Search sarà poi integrato dal motore di ricerca Microsoft, Bing, così da riuscire a fornire risposte rilevanti anche nel caso in cui nella nostra cerchia di conoscenze o sull'intero social network non ci sia abbastanza materiale.

Facebook Graph Search

Il rovescio della medaglia riguarda però due argomenti altrettanto rilevanti. Il primo è quello della privacy, già sollevato da molte parti subito dopo l'annuncio: il motore infatti indicizzerà tutto quello che gli utenti Facebook hanno stabilito essere pubblico sulle proprie pagine, ma siamo sicuri che tutti abbiano davvero passato un po' del proprio tempo a settare il sito in blu e non abbiano invece da sempre lasciato le impostazioni di default, come noto molto liberali? Nel secondo caso, come fatto presente da molti, i risultati potrebbero essere perfino lesivi dell'immagine di qualcuno, magari semplicemente reo di aver dato qualche mi piace di troppo a cuor leggero. Non a caso infatti il sito ha già iniziato ad avvisare tutti gli utenti, anche nei Paesi non ancora raggiunti dal servizio, avvisandoli al primo login di controllare con attenzione le proprie impostazioni della privacy.

L'altro problema riguarda l'impoverimento del sapere. Graph Search infatti non cercherà nell'intera Rete ma solo nelle cerchie dei nostri amici e dei loro. Volete conoscere quale sia il miglior ristorante della vostra città? Graph Search ve lo dirà ma tenendo conto soltanto dei gusti di chi conoscete, ammesso che abbia mai espresso un parere in merito. Insomma con Graph Search si rischia un ulteriore impoverimento dei risultati di ricerca, dopo che già da anni si criticano i metodi di Google, che in un certo senso in maniera analoga dà visibilità unicamente a ciò che è già considerato rilevante sul Web, vale a dire dalla community, per quanto estesissima, dei navigatori, tagliando fuori e rendendo praticamente invisibili tutte le altre fonti che, anche se pubbliche, hanno l'unico difetto di essere poco o niente consultate.

Il motore di Facebook inoltre è ancora in fase di sviluppo ed attualmente non è ad esempio in grado di indicizzare gli aggiornamenti di stato, né gli argomenti prodotti da siti correlati, come Instagram e non è stato ancora integrato in alcuna versione ufficiale di Facebook per il mondo mobile, su nessuna piattaforma. Ciò che è sicuro invece è che Facebook, dopo aver già introdotto gli hashtag per indicizzare e rendere più facilmente individuabili i trend e gli argomenti, vuol diventare sempre più un sito votato all'informazione e non solo all'intrattenimento spicciolo, fatto di foto di vacanze e commenti umoristici, spostandosi così maggiormente verso i territori attualmente occupati da Twitter.  

Via: TechCrunch

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