Equo compenso SIAE per copia privataIl decreto Bondi, che amplia l'elenco dei supporti e dei dispositivi di memorizzazione sui quali si applica il compenso SIAE per copia privata, suscita reazioni contrastanti ed appassionate.

Il ministro Bondi, sensibile alla materia dell'Arte e di chi produce Arte, ha firmato un decreto che ridefinisce i compensi SIAE per copia privata. Chi acquista un'opera dell'ingegno, ad esempio un album musicale o un film, ha diritto di farne una copia per uso privato, salvo che il contenuto non sia protetto con un qualsiasi meccanismo e la copia comporti la sua rimozione.

Equo compenso per copia privata o tassa su computer e cellulari?

Per compensare gli Autori dalla circolazione ed uso delle loro Opere come copia privata, viene applicata un'accisa direttamente sui supporti che sono atti ad ospitarla, in precedenza CD e DVD ed alle apparecchiature collegate, videoregistratori, registratori audio e masterizzatori.

Il decreto Bondi estende il paniere di supporti ed apparecchiature di registrazione aggiornandolo con tutta una serie di nuovi dispositivi che si sono affermati negli ultimi anni. Non solo supporti ottici di ultima generazione (Blu-Ray) ma anche pendrive USB, schede di memoria, chip di memoria Flash utilizzati all'interno di player MP3 ed MP4, hard disk multimediali e persino cellulari e computer!

Chi acquisterà un nuovo telefono cellulare vedrà il conto crescere di 0,90€ mentre chi acquisterà un nuovo PC (notebook o desktop) dovrà sborsare altri 2,40€ se è provvisto di masterizzatore ed 1,90€ se non ha unità ottica (come sui netbook, ad esempio).

La firma del decreto è stata salutata con entusiasmo dalla SIAE: "L’emanazione del decreto di rideterminazione dei compensi di copia privata da parte del Ministro Bondi segna un capitolo di rilevante importanza per la tutela dei contenuti culturali in Italia." La società trae persino un principio giuridico dal decreto: "Il decreto emanato enuncia il principio che i diritti sulle opere dell’ingegno – che non sono tasse - vanno difesi e promossi in misura proporzionale al successo economico dei prodotti tecnologici che li veicolano."

Ovviamente le reazioni dei produttori di hardware non sono altrettanto positive. Nokia Italia si affida alle parole del suo AD, Alessandro Mondini Branzi, per esporre la sua posizione al riguardo: "L'approvazione del decreto ci lascia assolutamente sconcertati. Nokia crede fermamente che l'imposizione di questa tassa sulla copia privata sia iniqua e ingiustificata. Infatti l'ascolto di musica è solo una delle tante  funzioni disponibili sul telefono cellulare, il cui contenuto è solitamente acquistato legalmente dal consumatore che ha pertanto già completamente pagato i diritti d'autore. Imporre una nuova tassa sui telefoni cellulari costringe quindi i consumatori a pagare due volte per lo stesso contenuto."

La società finlandese si spinge olte, avanzando perplessità sul piano legale: "Nokia crede che non sussista un fondamento legale o una base razionale alla tassa sulla copia privata applicata ai telefoni secondo quanto previsto dalla direttiva europea sulla copia privata."

E gli utenti cosa ne pensano?

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