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E-commerce sotto la lente UE. Non sono a norma

E-commerce sotto la lente UE. Non sono a normaPiù del 75 % dei siti Web che vende giochi, libri, video o musica che possono essere scaricati sul PC o su un device mobili non sono a norma per quanto riguarda le garanzie per l'utente finale. Le singole autorità nazionali hanno comunque già provveduto ad avviare le azioni legali preliminari.

Se acquistate online musica, video, giochi, libri o altro in formato elettronico, pronto cioè per essere scaricato sul proprio dispositivo fisso o mobile, rischiate di non essere adeguatamente tutelati in quelli che sono i vostri diritti fondamentali di consumatori. Alla vigilia delle festività natalizie questo è infatti il quadro emerso da un'indagine a tappeto sui contenuti digitali svolta lo scorso mese di giugno, coordinata dalla Commissione Europea e portata avanti simultaneamente dalle autorità di forza pubblica nazionali dei 26 Stati membri con l'aggiunta di Norvegia e Islanda.

Nell'indagine sono stati controllati ben 333 siti Web, tra cui 159 che vendono giochi on line. Di questi il 76% (254 siti) è stato selezionato per svolgere ulteriori indagini in un secondo momento poiché si nutrivano forti dubbi quanto alla loro conformità alla normativa UE a tutela dei consumatori, soprattutto per quanto concerne le regole che disciplinano la pubblicità e le informazioni fondamentali sui costi e le caratteristiche del contenuto digitale che dovrebbero consentire ai consumatori di prendere decisioni informate.

Indagine UE sui siti di commercio elettronico

Il risultato è stato preoccupante: dai controlli infatti è emerso che più del 75 % di questi siti Web non è a norma per quanto concerne le regole a tutela dei consumatori, addirittura, tra i 55 siti controllati tra quelli che vendono giochi a bambini di meno di 14 anni, la percentuale ha raggiunto il 71 %, ossia 39 negozi. I principali problemi riscontrati riguardano l'iniquità di alcune clausole come ad esempio quelle che escludono la responsabilità del commerciante in caso di danni al computer del consumatore a seguito di un download, che escludono o ostacolano il diritto dei consumatori a cercare riparazione legale o altre forme di riparazione e che privano i consumatori del diritto di ricevere un nuovo prodotto o di chiedere il rimborso se il prodotto scaricato non funziona.

In questo caso ben 230 dei 333 siti web controllati, il 69%, conteneva clausole di questo tipo ma sono stati riscontrati anche problemi per quanto riguarda il diritto di recesso (141 siti, il 42% di quelli controllati), la mancanza di informazioni sull'identità e l'indirizzo del commerciante (121 siti, ossia il 36 %), la mancanza di informazioni sulle restrizioni geografiche, ossia il rischio di non poter utilizzare il contenuto digitale scaricato in un Paese diverso da quello in cui risiedono (73 % di tutti i siti Web controllati)o ancora il fatto che molti giochi pubblicizzati come "gratuiti" spesso in realtà comportano qualche pagamento in una fase successiva, aspetto mai comunicato chiaramente ai consumatori. In questo caso i siti non a norma sono risultati addirittura 9 su 10.

Insomma le minacce per i consumatori sono moltissime ma la UE ha già preso provvedimenti nei confronti dei siti non in regola: le singole autorità nazionali hanno infatti già iniziato a contattare le imprese, chiedendo loro di fornire chiarimenti o di rettificare i propri siti. Se questo non dovesse accadere si inizierebbe un'azione legale, seguita poi da sanzioni pecuniarie e addirittura dalla chiusura obbligata dei siti stessi. Le autorità preposte riferiranno poi alla Commissione, che in seguito presenterà anche una relazione sui risultati, entro l'autunno 2013.

Commenti (4) 

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Io non mi fido molto dei negozi online perchè solitamente offrono solamente un anno di garanzia e poi perchè non è facile ottenere dei rimborsi non puoi restituire la merce quasi mai è non ti rispondono se non via mail e in inglese . Tutto questo e i prezzi spesso non convenienti mi fanno preferire i canali tradizionali .  
Heavyrain84

Heavyrain8

dicembre 10, 2012

Inizio male la settimana per mio conto e leggo una news cosi posso solo avere il dente avvelenatissimo smilies/angry.gif
Molti store evadono le tasse legalmente lo consente la legge per via di buchi di norme e similari, è il legislatore in colpa non ci usa la legge per avere vantaggio; altrimenti anche Fiat sarebbe da inserire in elenco. Poi quante volte dovete litigare per avere uno scontrino fisico in molti negozi?
Diritto di recesso, una chimera anche per molti negozi reali; ci sono negozi che rifiutano il cambio merce gusta anche il giorno dopo all'acquisto (un trapano Bosch in uno store di bricolage, Bosch poi ha risolto tutto a mio vantaggio finale); Feltrinelli promozione 3x2 un libro macchiato di nero all'interno notato a 50m dal negozio mentre aspettavo chiedo il cambio e mi dicono che devo pagare il libro perchè è come se lo acquistassi fuori dalla promozione; store di elettronica, guardi che il prezzo di listino della casa sul sito è la metà del vostro non è che avete sbagliato, risposta non esiste listino del produttore e facciamo quello che vogliamo; negozio di acquari devo acquistare una vasca senza accessori perchè si è rotta, si può? certo ma la paga solo 10 euro in meno del prodotto completo sa dobbiamo guadagnare pure noi (i pezzi che lasciavo vendibili come ricambi portavano ad un ricava del 50% del prodotto). Per gli scontrini non ne parliamo!
Diciamo che se mettiamo sotto la lente qualsiasi attività troveremo del marcio, nel commercio poi è alla massima espressione!
Poi dipende anche da quali sono questi negozi online, vorrei un elenco preciso di chi è stato osservato; ovviamente chi fa il furbo sono negozi per adolescenti a cui non dovrebbe essere consentito l'uso di eshopping fino alla maggiore età per vie legali. Io compro moltissimo online e di tutto, elettronica ebook libri manuali materiali per animali ma anche bricolage ect ect certo bisogna valutare bene in fase di acquisto le garanzie scritte sul sito a chi rivolgersi in caso di problemi (ormai sono le case produttrici che gestiscono l'assistenza postvendita anche per i due anni di garanzia). Certo che il ragazzino che compra la xbox con la partita iva del padre non può chiedere la riparazione dopo il primo anno, dato che la garanzia per partita iva è fissata ad un anno salvo accordi del produttore (xbox era un ipotesi). Certo bisogna tenere conto delle spese di spedizione per restituire la merce, ma in Germania spediscono con prioritaria o simili basandosi sull'onestà dei trasporti e vicini, da noi fregano qualsiasi cosa anche i prodotti assicurati e posteitaliane non aiutano a risolvere i problemi.
Tasse, gli estore come amazon ect sono stati accusati di evadere ma loro poi usano dei buchi normativi per non pagare le tasse come del resto noi italiani siamo veri professionisti (anche illegali purtroppo); un caso è la Fiat che va in Olanda per pagare meno tasse; forse dovrebbero essere i legislatori a provvedere e magari anche ad incentivare nuove fabbriche .
A proposito sapete che dopo apple anche Lenovo delocalizza in USA Canada Messico e Germania? Magari trovare accordi anche da noi potrebbe essere un salva Italia (questa news la leggerete domani qui su notebook italia come è successo con apple).
Questione dei codici dei giochi, la legge italiana non ammette l'ignoranza, e qui va intesa che è il cliente che deve informarsi per bene se il codice va bene in Italia o UE in che lingua è o similari; se pensava di essere "figo" a comprare a basso costo un seriale russo e giocare in italiano mi sa che deve essere più "furbo" di quello che pensa. Se si controlla sugli store ufficiali e poi su quelli secondari si nota che i seriali validi per UE non hanno poi sconti cosi forti salvo promozioni eccezionali e specifiche, di certo se trovi un seriale che costa il 90% in meno qualche dubbio potrebbe venire; del resto per acquisti di materiale reale rubato o contraffato esiste anche l'incauto acquisto nella ipotesi di cliente "furbo".
Poi spesso mi pare che siano indagini pilotate per mantenere delle lobby! In Italia è successo per i libri, ci sono state varie proposte di legge di impedire per legge sconti superiori a certe percentuali per proteggere delle classi sociali; ma mi pare che si violi la libera concorrenza quando tutti affermano l'incontrario! Forse dovrebbero fare delle leggi per calmierare i prezzi in settori vitali (riscaldamento, benzina, treni, generi alimentari di prima necessità) cautelando il cittadino da cartelli e rialzi eccessivi; di certo non voglio leggi per tutelare la villa di qualcuno!
Oggi proprio dente avvelenato e mordo!  
riky1979

riky1979

dicembre 10, 2012

un piccolo chiarimento sul diritto di recesso. è previsto per legge nelle vendite effettuate fuori dai locali commerciali, quindi quando acquisti in un negozio fisico non hai diritto al recesso
il recesso ex lege serve a tutelare il consumatore quando acquista in quelle situazioni in cui non può vedere la merce, provarla etc
ovviamente l'acquisto su Internet fa parte delle situazioni tutelate con diritto di recesso

la confusione deriva dal fatto che molti shop hanno iniziato ad offrire formule del tipo "sempre soddisfatti" che vengono erroneamente chiamate "recesso"
queste formule danno diritto ad una sostituzione della merce non a riavere indietro i propri soldi come invece nel caso del recesso  
Dgenie

Dgenie

dicembre 10, 2012

Precisiamo che il diritto di recesso è quando non si è soddisfatti della merce ma la merce stessa è priva di difetti di produzione o maldunzionamenti; in qualsiasi caso per la garanzia se il prodotto è consegnato guasto o con difetti che precludano l'uso del materiale al cliente deve essere sostituito; qualsiasi prodotto non conforme alle specifiche del prodotto stesso devono essere sostituito; precisiamo che i produttori in alcuni casi si fanno fessi da soli usando la marcatura CE a sproposito ovvero quando non vi sono norme UE al riguardo, qualcuno aveva marcato con CE i secchielli da cantiere che non erano normati dall'UE, quindi in quei casi basta dire a priori che non risponde alle norme CE a priori dato che non esistono e quindi non devono essere venduti (sono casi rari ma quando succede sono casini grossi).
Inoltre bisogna vedere cosa si accetta all'atto dell'acquisto, se ordine di beni o contratto dato che in caso di contratto la normativa di recesso cambia alla grande (parlo in particolare dei software).
In pratica al 90% delle volte la colpa è del cliente che non legge e non si informa e non chiede informazioni; non si leggono le faq dei siti e tante cose. Anche se ci sarebbe da considerare che solo in Italia la "legge non ammette l'ignoranza" e quindi spetta sempre all'utente informarsi per bene sulle leggi/diritti/doveri che ci sono.

 
riky1979

riky1979

dicembre 10, 2012

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