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Mercato dei notebook tra speranze e difficoltà

Computer e notebook danno segnali di ripresaRiusciranno i notebook ad approfittare del momento di empasse dei tablet che per la prima volta registrano una flessione? Guardando alle previsioni degli ODM e ai risultati conseguiti dai PC vendor sembra esserci qualche timido segnale di ripresa.

Se i notebook piangono i tablet non sorridono, si potrebbe sintetizzare così l'attuale situazione del mercato, dopo aver visto anche il report di IDC sui risultati conseguiti dai PC e quello di ieri sul mercato dei tablet. Proprio il prepotente emergere di questi ultimi ha messo drasticamente in crisi i primi, ma se ora le vendite dei tablet stanno calando, come mai quelle dei notebook non risalgono?

La risposta è complessa e articolata, per comprendere meglio le dinamiche è essenziale affidarsi ai dati. Partiamo dalle previsioni di produzione degli ODM (Original Design Manufacturer) per il terzo trimestre 2014, pubblicate oggi da Digitimes, e che prevedono una crescita tra il 5 e il 10%. Compal ad esempio ha spedito a giugno 4.4 milioni di notebook, mentre a maggio erano stati 3.5 milioni. L'azienda stima dunque un ulteriore aumento del 10% per il terzo trimestre e ancor più per il quarto.

Un notebook proposto dalla manifattura taiwanese Clevo

Le manifatture ODM stanno dunque recuperando fiducia grazie agli ordini ricevuti nel secondo trimestre e alle consegne del terzo. Le previsioni parlano di un luglio tranquillo, con numeri di produzione sul livello di quelli di giugno o di poco superiori, mentre per agosto è previsto un balzo significativo, con il picco a settembre, mese in cui si inizia a produrre in vista del periodo di fine anno, solitamente positivo per via delle vacanze natalizie. Questa però è solo la premessa di una possibile inversione di tendenza. I tablet infatti come abbiamo visto starebbero gradualmente perdendo terreno e così man mano i produttori stanno nuovamente modificando i propri piani di investimento, tornando a privilegiare il settore dei notebook, ma l'esito non sarà immediatamente visibile.

Se però i risultati degli ODM si combinano con il report appena reso noto da IDC sui PC vendor, allora le tracce diventano più evidenti. I computer ingenerale nel secondo trimestre di quest'anno sono risultati ancora in perdita, ma il declino di vendite anno su anno è stato pari ad appena l'1.7% rispetto al preventivato 7.1%. Su base geografica, Europa, Stati Uniti e Canada hanno mostrato la crescita più forte, riflettendo condizioni più stabili. "La recente forza in regioni mature è un segno positivo", ha detto Loren Loverde, Vice Presidente del team PC Tracker. "Tuttavia, una parte importante di questa forza è dovuta alla risposta alla domanda eccessivamente debole dello scorso anno e potenzialmente anche alla normale attività di sostituzione a breve termine. Non valutiamo ancora i recenti guadagni come un motivo per rivedere le prospettive a lungo termine, ma se il 2014 dovesse vedere la crescita avvicinarsi al pareggio rispetto all'anno precedente invece di far registrare una flessione pari al -6 % come invece dicono le previsioni, sarebbe indubbiamente un buon segno".

A fare eco a queste dichiarazioni ci ha pensato anche Jay Chou, senior Research Analyst di IDC, che ha spiegato: "I risultati migliori del previsto sembrano derivare da due cause principali. Un fattore incoraggiante è rappresentato dai buoni risultati registrati dai sistemi di fascia più bassa, compresi i Chromebook, che coincide con il recente rallentamento della crescita dei tablet e può forse segnalare l'inizio di una certa stabilizzazione dal lato consumer. Inoltre un numero considerevole di PC sono ancora dotati di Windows XP e la spinta per aggiornarli è stata di stimolo per l'incremento di spedizioni nel secondo trimestre".

Report IDC delle vendite di notebook nel Q2 2014

Per quanto riguarda i principali brand, fanno segnare tutti crescite anno per anno sostanziose con un +15% per Lenovo, un +10% per HP ed un +13% per Dell a cui sembra il riassetto societario abbia giovato. Arrancano le taiwanesi, con ASUS che riesce comunque a segnare una piccola crescita del 3% e con Acer che è impegnata a diversificare il proprio portfolio di prodotti puntando sulle nuove categorie come i chromebook.

Insomma, i segnali di ripresa ci sono, ma sono ancora molto timidi e vanno monitorati nel tempo per accertare che siano credibili e non frutto unicamente di congiunture temporanee.

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