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Con Brand Gnu, ai baresi un PC con 50 euro

Con Brand Gnu, ai baresi un PC con 50 euroIl Comune di Bari ha dato il via ad un'originale iniziativa volta a perseguire tre importanti obiettivi: smaltire correttamente i rifiuti elettronici, abbattere il digital divide per quelle fasce di popolazione ancora escluse dal mondo dell'informazione digitale e diffondere la cultura del software libero. Ecco a voi Brand Gnu.

Si chiama Brand Gnu, con un esplicito gioco di parole tra la pronuncia di brand new (nuovo di zecca in inglese) e GNU, riferimento ai progetti legati allo sviluppo, alla promozione e alla diffusione di software libero da parte di Richard Stallman e la Free Software Foundation. E' un interessante progetto avviato dal Comune di Bari che si propone in maniera semplice ed efficace di raggiungere tre importanti obiettivi.

Brand GNU

Il primo è quello di diminuire l'impatto del cosiddetto e-waste o RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), costituito da tutto quel materiale che ogni anno viene dismesso dalle famiglie, dagli enti e dalle società perché non più funzionante o semplicemente non più adatto alle proprie esigenze. Una quantità di materiali che, col costante sviluppo e la pervasiva diffusione della tecnologia, sta diventando sempre più colossale e difficile da smaltire, anche per l'intrinseca complessità della componentistica che spesso, in un unico pezzo, integra materiali molto differenti, rendendo perciò difficile se non impossibile la separazione e il riciclo degli stessi.

Brand Gnu infatti si propone di ritirare gratuitamente tutti questi materiali, ad esempio dagli uffici della pubblica amministrazione o delle aziende per poi testarli e ricondizionarli al fine di ripristinarne la funzionalità, in modo da sottrarne una grossa fetta alla discarica, che altrimenti sarebbe stata la loro destinazione naturale. Il materiale non recuperabile sarà infine affidato a ditte specializzate che si occuperanno di bonificarlo e smaltirlo nel pieno rispetto delle normative vigenti e della tutela ambientale.

Ma cosa succede ai computer rigenerati? Essi saranno impiegati con lo scopo di ridurre il digital divide tra determinate fasce di popolazione e il mondo dell’informatica, consentendo a tutti quei cittadini che per diversi motivi sono esclusi dall'accesso alla tecnologia e alla Rete di ottenerne uno in maniera gratuita. In stretta collaborazione con le circoscrizioni, infatti, le associazioni o gli enti che vogliano partecipare dovranno presentare un progetto che sarà valutato e, nel caso approvato. Al termine del progetto infine si riceveranno gratuitamente i computer richiesti.

Viceversa, tutti i cittadini residenti a Bari che non parteciperanno ai vari progetti avranno comunque la possibilità di acquistare uno dei computer rigenerati dalla cooperativa Rehardwareing al costo di circa 50 euro, un prezzo molto inferiore a quello di mercato. Infine il terzo obiettivo come detto è quello di promuovere la diffusione e la cultura di software open source. Per questo motivo su tutti i PC distribuiti gratuitamente o venduti sarà installato soltanto software libero. Il sistema operativo ad esempio sarà Ubuntu Linux, la suite di produttività personale sarà LibreOffice, il browser FireFox e così via. Su ciascun computer infine sarà disponibile una serie di video-guide volte ai meno esperti ed utili per imparare ad utilizzare i personal computer.

Chi volesse ottenere maggiori informazioni può visitare il sito web ufficiale del progetto o chiamare il numero 080 2418281 interamente dedicato al servizio, dal lunedì al venerdì, dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 17 alle 20.

Commenti (1) 

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C'era già stata un iniziativa analoga a questa finita nel dimenticatoio! A volte mi sembrano più sparate prelettorali che altro! Per educare e far usare internet mettere qualche pc in più in biblioteca e fare delle ore in più?
Inoltre dal sito mancano dati di cosa è stato consegnato sia in entrata che soprattutto in uscita!
Vedremo tra 6mesi come sta procedendo il progetto!  
riky1979

riky1979

febbraio 19, 2013

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