Home News C'è Sodio nelle future batterie?

C'è Sodio nelle future batterie?

C'è Sodio nelle future batterie?Una ricerca svolta in Giappone potrebbe portare, nel corso dei prossimi anni, a sostituire il raro e costoso Litio delle attuali batterie con il Sodio, per produrne di più economiche.

Nel corso degli anni il Litio ha sostituito il Nickel-Cadmio nelle batterie, da quelle per la torcia elettrica a quelle per l'automobile, passando per quelle che fanno funzionare tutti i più comuni device ultramobili dallo smartphone al tablet, al notebook. Questo è successo perché il Litio ha proprietà superiori se impiegato in questo contesto. L'efficacia di una batteria infatti dipende in larga parte dalla densità di energia che riesce a stipare e a rilasciare e queste caratteristiche, a loro volta, sono collegate in gran parte alle dimensioni dei singoli atomi. Il Litio ha atomi molto piccoli, quindi permette di ottenere a parità di dimensioni batterie più capienti, oppure a parità di potenza batterie più sottili, inoltre gli atomi di Litio rilasciano naturalmente più elettroni e quindi forniscono più energia.

Batteria

Il problema maggiore però è che il Litio in natura è un elemento raro e questo fa salire il costo delle batterie. Per questo motivo ricercatori della Tokyo University Of Science hanno cercato per anni una soluzione che ora potrebbe essere arrivata: sostituire il Litio col Sodio, un elemento molto più comune in natura, facile da produrre e dal costo assai basso. Il Sodio però, da solo, non avrebbe le caratteristiche adatte per essere impiegato nella realizzazione di anodo e catodo.

I suoi atomi infatti sono più grandi di quelli del Litio e liberano meno facilmente elettroni durante la reazione elettrolitica interna alla batteria. Per far in modo quindi che le batterie al Sodio siano sottili e potenti quanto quelle attuali i ricercatori hanno allora dovuto realizzare un materiale tutto nuovo per la fabbricazione degli elettrodi. Si tratta di un composto di ossido di Ferro, Sodio e Manganese. La polvere così ottenuta viene messa in un pellet e portata a 900° C per 12 ore e il materiale che ne risulta è impiegato per realizzare l'elettrodo positivo, mentre il Sodio metallico serve per quello negativo.

Non vedremo comunque domani una batteria al Sodio nei nostri smartphone perché la soluzione è ancora da perfezionare. Il problema principale riguarda infatti la conservazione della capacità di ricarica: allo stato attuale infatti dopo appena 30 cicli di carica/scarica gli elettrodi perdono gran parte delle proprie capacità, non garantendo quindi un ciclo di vita accettabile da un punto di vista industriale. Se però i ricercatori riusciranno a venire a capo di questi limiti, nel giro di alcuni anni potremmo avere finalmente batterie più economiche ma dalle caratteristiche energetiche simili a quelle attuali.

Via: Ars Technica

Commenti (1) 

RSS dei commenti
Speriamo bene! Il problema delle batterie costringe i produttori a scelte economiche in terminidi consumo e parti meccaniche . Se pensiamo agli smarphone più evoluti hanno batterie che durano solamente un paio di giorni, idem per i tablet . Risolvendo o cambiando questo mondo si darebbe una spinta notevole a tutto il mondo delle telecomunicazioni?  
Heavyrain84

Heavyrain8

maggio 13, 2012

Scrivi un commento
Si deve essere connessi al sito per poter inserire un commento. Registratevi se non avete ancora un account.

busy