Banda larga in Italia solo con aiuti pubbliciDopo giorni di attesa, è finalmente disponibile in Rete il rapporto di Francesco Caio sulla banda larga in Italia. Il report si basa sugli investimenti effettuati e sulle reali necessità del territorio italiano. Secondo Caio, l'esigenza di infrastrutture crescerà esponenzialmente, e non basterà il solo intervento privato, ma anche un contributo pubblico.

Il report di Francesco Caio fu presentato lo scorso 12 marzo al Governo, ma pochi giorni fa è stato svelato a sorpresa da Wikipedia, attraverso il canale Wikileaks, concepito proprio per pubblicare documenti governativi segreti o riservati. Dall'analisi effettuata da Francesco Caio, consulente del governo italiano, emerge che è ancora alta la percentuale di italiani (pari al 12%, circa 7 milioni) che non può usufruire di internet per mancanza di banda, tanto da esortare il governo ad investire in quelle zone in digital divide.

Banda larga in Italia 

Nella gran parte dei casi la carenza di nuove tecnologie in aree rurali o isolate è dovuta alla bassa densità di popolazione, che non riesce a compensare l'investimento degli operatori. Tra i consigli, quindi, si raccomanda di usufruire dei fondi del disegno di legge 1082 (circa 1.3 miliardi), che potranno portare al 99% entro il 2011 la copertura della rete a banda larga in Italia.

Per il momento non è ancora chiara la strategia che il governo vorrà e dovrà utilizzare ma, tra le alternative possibili, vi sono alcuni opzioni interessanti. La prima prevede la copertura con fibra ottica del 25% delle abitazioni (42 città), mentre la seconda si propone la copertura del 50% delle case (100 città).

Entrambe le soluzioni includono la creazione di una "un'azienda rete nazionale integrata" per il controllo e la gestione dei fondi. In realtà vi sarebbe anche una terza scelta che implica un investimento pubblico limitato, con la partecipazione di realtà locali e la creazione di più aziende, specializzare nella realizzazioni di reti in fibra. Vedremo quali saranno i passi del governo!

 

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