AMD e Microsoft parlano del futuro mobileDurante una conferenza stampa tenutasi pochi giorni fa, AMD e Microsoft hanno analizzato i cambiamenti in corso nel mobile computing, prospettando le proprie ricette per l'immediato futuro, che sarà a base di device convertibili o ibridi, di tablet e smartphone, tutti rigorosamente touch e incentrati sulle performance grafiche per ottenere il massimo da navigazione Web, video e giochi.

AMD e Microsoft sono due colossi dell'informatica, che hanno scritto pagine importanti della storia evolutiva di questo settore e che ora si sono ritrovate assieme in conferenza stampa per spiegarci il complesso scenario attuale e i suoi possibili sviluppi nell'immediato futuro. Come sappiamo la preponderanza dell'ambito consumer anche nel settore business, fenomeno noto come consumerizzazione, e la sempre più pervasiva disponibilità di connessioni wireless anche ad alta velocità hanno portato a una crescita esponenziale del segmento mobile a discapito di quello classico, fatto di computer desktop.

APU AMD scenari

Che si tratti di utenti professionali o domestici, tutti sembrano quindi volere dispositivi belli, compatti, leggeri, sufficientemente potenti a seconda dei task da svolgere, con grande autonomia e dotati di interfacce che offrano un interazione naturale, come quelle touch basate su semplici gesture. Poter accedere ai propri contenuti ovunque ci si trovi, usufruendone attraverso schermi ad alta risoluzione, magari tramite dispositivi resi sicuri dalla presenza di sensori per il riconoscimento biometrico, è quello che attualmente il mercato sembra volere di più.

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Le parole d'ordine sono dunque mobilità, socializzazione, servizi cloud e sicurezza. I dati mostrati da AMD e Microsoft, pur se basati su fonti differenti (IDC AMD Extended Forecast Client World Wide per Nazione, marzo 2013 e IDC AMD Extended Forecast Tablet, dicembre 2012 per AMD e Gartner, aprile 2013 per Microsoft), confermano comunque un trend: non si tratta tanto di un crollo della richiesta di computer desktop, segmento che ha subito solo una leggera quanto fisiologica flessione ma che non è in crisi, quanto di registrare insieme un aumento e una differenziazione nei device mobili richiesti, in crescita costante nei prossimi due anni. Notebook ultraslim e ultrabook saranno sempre più diffusi, assieme a tablet e a soluzioni ibride o convertibili.

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Con Windows 8, come sappiamo, Microsoft ha voluto offrire la propria risposta a questo nuovo tipo di scenario, nel quale appunto è necessario fornire un nuovo tipo di esperienza d'uso e, nonostante alcune critiche, arrivate soprattutto dagli utenti desktop, sembra stia avendo ragione. In meno di nove mesi dal suo debutto ufficiale, l'ultimo OS Microsoft ha infatti già venduto 100 milioni di licenze ed è in grado di offrire uno store con 83.000 app, che ha già fatto registrare 225 milioni di download. Il fermento del resto è palpabile anche dal fatto che finora sono stati prodotti 28mila update per le app dello store, scaricati dal 95 % dell'utenza. Anche i servizi cloud erogati dall'azienda di Redmond sono vitali e vanno bene, registrando un ampio gradimento da parte degli utenti. Attualmente infatti ci sono 700 milioni di account Microsoft attivi, di cui 400 milioni solo per la nuova piattaforma di servizi Outlook.com, erede della precedente Hotmail, che integra posta, contatti, calendario e il servizio di cloud storage SkyDrive, che a sua volta ha circa 250 milioni di utenti.

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Come sappiamo Microsoft ha incentrato la nuova interfaccia su alcuni punti cardine: l’esperienza touch offerta, la sicurezza, l'integrazione con i servizi cloud, la disponibilità di app, la compatibilità trasversale con tutti i tipi di device, dai computer dekstop ai tablet da 7 pollici passando per i notebook, così da offrire un unico ecosistema integrato ed omogeneo, e una generale semplicità d'uso che passa attraverso concetti come leggerezza, fluidità e reattività. Entro l'autunno inoltre arriverà com'è noto l'aggiornamento alla versione Windows 8.1, che sarà distribuito gratuitamente tramite lo store a tutti i proprietari di una licenza. Windows 8.1 sarà molto più del classico service pack, perché introdurrà nuove app, aggiornerà tutte quelle esistenti introducendo molte più funzionalità e a volte ridisegnando anche completamente l'interfaccia e offrirà migliorie significative nell'esperienza d'uso, semplificando alcuni meccanismi, offrendo maggior flessibilità grazie a un multitasking decisamente migliorato e reintroducendo alcune funzioni che consentiranno ai più nostalgici di riottenere un'esperienza molto vicina a quella proposta dai sistemi operativi passati.

Infografica APU AMD

Anche AMD ovviamente lavora per evolvere i suoi prodotti in modo che siano in grado di sostenere le sfide poste dalle nuove esigenze di mercato. Il chipmaker di Sunnyvale in particolare si è portato molto avanti sulla strada della convergenza tra le architetture di CPU e GPU e del cosiddetto heterogeneous computing che, in questo tipo di scenari, sarà sempre più importante e centrale, perché consente di conseguire tre obiettivi: il risparmio energetico, fondamentale per offrire device con autonomie sempre maggiori, la capacità di gestire contemporaneamente task molto differenti tra loro, sfruttando al meglio le peculiarità delle architetture di CPU e GPU e garantendo così prestazioni sempre elevate, soprattutto in ambito grafico. Quest'ultimo è di fondamentale importanza perché consente di ottenere un'esperienza d'uso appagante sia che si navighi sul Web, sia che si visualizzi un film o un video ad alta definizione, sia che si utilizzi un videogioco.

APU AMD nell'era Post-PC

Non a caso in questi anni la percentuale di circuiti destinati a funzioni grafiche, bilanciata sin dall'inizio, è ulteriormente cresciuta, passando dal 37 % delle APU Llano al 42 % di Trinity e Richland, mentre ad esempio Intel solo ora, con i processori di generazione Haswell, ha raggiunto il 31 %. Vista la precisa impostazione data da AMD alla sua produzione sin dall'ormai lontano 2007, anno di acquisizione del produttore di schede grafiche ATI, le APU (Accelerated Processing Units) dell'azienda californiana sono particolarmente adatte proprio ai nuovi tipi di device, che AMD definisce Convergence Form Factors (formati di convergenza). In quest'ottica infatti come sappiamo recentemente sono state introdotte tre nuove famiglie di APU: Temash, destinata a tablet e ibridi con diagonale massima fino a 13 pollici, che combina il nuovo core Jaguar con GPU appartenenti alla famiglia Radeon HD 8000 con architettura GCN (Graphics Core Next),

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Kabini, variante più potente di Temash, dedicata ai notebook entry level e ai portatili compatti, anche ibridi, dotati di schermo con funzionalità touch

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e Richland, una revision di Trinity e dei core Piledriver con GPU però di tipo VLIW4 e non GCN.

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Insomma il futuro, almeno per i prossimi due anni, vede sempre più una differenziazione profonda all'interno dell'offerta mobile, con i device ultramobili che saranno sempre più diffusi, importanti e cruciali. A Redmond e a Sunnyvale tutto ciò sembra essere stato capito per tempo e le due società si stanno muovendo in tale direzione con i propri prodotti con largo anticipo. La parola ora passa, come sempre, al mercato.    

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