Home News Amazon: i nuovi Kindle saranno a colori Liquavista?

Amazon: i nuovi Kindle saranno a colori Liquavista?

Amazon: i nuovi Kindle saranno a colori Liquavista?Secondo alcune ipotesi Amazon sarebbe prossima ad acquisire Liquavista da Samsung, al fine di realizzare in futuro dei nuovi Kindle con display a colori ma sempre di tipo passivo.

Da quando esistono gli ebook reader vi è anche un problema: è meglio un display più riposante per la vista o uno a colori? Osservando i dati di vendita sembrerebbe che molti utenti preferiscano piuttosto la seconda risposta e acquistino di conseguenza i tablet per utilizzarli anche come lettori di libri elettronici, preferendoli dunque agli eReader veri e propri, i cui display passivi, privi cioè di retroilluminazione, pur offrendo una visualizzazione molto più naturale, assai simile alla carta stampata, sarebbero colpevoli di essere limitati solo a una scala di grigi e di soffrire di uno sfarfallio piuttosto fastidioso, dovuto al refresh della pagina al momento in cui si cambia pagina.

Liquavista display

La soluzione migliore sarebbe ovviamente quella di avere schermi passivi a colori, ma negli anni questa cosa è sempre parsa una chimera poco realizzabile. In molti infatti ci hanno provato, con risultati altalenanti quando non proprio scadenti. Recentemente ad esempio al CES di Las Vegas E-Ink, azienda simbolo degli schermi cosiddetti a inchiostro elettronico, ha mostrato i suoi nuovi Triton 2, sempre passivi ma a colori, che però non sono ancora parsi all'altezza degli IPS adottati ormai da quasi tutti i tablet, mentre di Pixel Qi e dei suoi display in grado di sfruttare le fonti di luce esterna si sono perse le tracce da ormai quasi due anni e Qualcomm con la sua tecnologia Mirasol sembrerebbe su un binario morto: la nuova versione mostrata al Computex dello scorso anno non ha infatti convinto più di tanto gli operatori del settore, tanto che il chipmaker californiano avrebbe deciso di continuare a svilupparla ma di non produrre più direttamente questo tipo di display, che darà invece in licenza a chi fosse interessato.

L'unica tecnologia ad essere rimasta quindi ancora competitiva sul mercato sembra essere quella sviluppata da Liquavista, azienda nata da una costola di Philips e poi acquisita due anni fa da Samsung, che nel progetto avrebbe anche investito ingenti fonti ma che finora non ha mai prodotto risultati tangibili, almeno a quanto ci è dato sapere. Qualcosa però potrebbe star bollendo in pentola perché, a quanto suggerisce il sito The Digital Reader, ci sarebbero segnali che farebbero pensare a un interessamento da parte di Amazon e a un'intenzione, da parte di questa azienda ad acquisire Liquavista da Samsung per realizzarsi in casa gli schermi per il tanto anticipato e mai realizzato Kindle a colori.

Gli indizi in realtà sembrano abbastanza labili: alcuni annunci per figure professionali legate alla realizzazione di schermi e processori pubblicati da parte di Amazon e la riconducibilità dell'indirizzo di Liquavista a una LLC di facciata, la CSC, già usata altre volte come copertura per sviare l'attenzione dai propri prodotti ancora in fase sperimentale, come rivelato sempre dai colleghi di The Digital Reader in occasione degli schemi pubblicati dalla FCC che facevano poi realmente riferimento ai nuovi Kindle Fire. Le ipotesi quindi sono plausibili ma non sappiamo se dotate o meno di sostanza. Mentre quindi si attendono sviluppi vi mostriamo comunque un video in cui è possibile apprezzare il livello qualitativo raggiunto da questi schermi da 9 pollici a colori di tipo passivo.

La tecnologia alla base di questi pannelli, differente sia da quelli E-Ink, Pixel Qi e Mirasol, si chiama Electro Wetting ed è basata sul controllo del movimento di un fluido, specificamente un olio colorato, tramite generazione di tensione. L’olio infatti è inserito tra un secondo liquido a cui non può mescolarsi e un rivestimento idrofobo, il tutto posto su una griglia di elettrodi. Quando questi ultimi non sono attraversati da un campo elettrico l’olio forma una barriera tra l’acqua e il rivestimento creando un pixel colorato, mentre applicando tensione tra l'elettrodo e l'acqua per una reazione elettrochimica l'olio si sposta tutto da una parte, creando così un pixel parzialmente trasparente o, se la superficie sottostante è opaca, un pixel bianco.

Le transizioni sono, a detta di Liquavista, istantanee, inoltre il livello di refresh è bassissimo (15 MHz/s contro i 60 che caratterizzano in media gli LCD) per cui i pannelli di questo tipo consumano molto meno rispetto a quelli tradizionali dotati di retroilluminazione. Non sappiamo se Amazon acquisirà davvero Liquavista, se l'abbia già acquisita in segreto, se sia interessata solo ad entrare in possesso di una parte dei brevetti o magari se nessuna di queste ipotesi sia vera, ma è certo che se il colosso statunitense volesse davvero realizzare in proprio schermi passivi a colori l'unica soluzione attualmente praticabile sul mercato è questa.

Commenti (0) 

RSS dei commenti
Scrivi un commento
Si deve essere connessi al sito per poter inserire un commento. Registratevi se non avete ancora un account.

busy