WiFi libero: l'Italia s'è desta
Nel caos della scena politica italiana, un momento di lucidità: è stata avanzata una proposta "bipartisan" per l'abrogazione della "Legge Pisanu", che vieta le connessioni anonime ad Internet ed impone ai fornitore del servizio di registrare i dati dell'utente.
Politici e società civile trovano nuovamente un punto di contatto nella volontà di abrogare la "Legge Pisanu" che, dal 2005 (anno della sua approvazione) pone limiti e costrizioni alla diffusione della connessione Internet attraverso reti WiFi. Nello specifico non permette connessioni anonime, ma soprattutto obbliga i fornitori del servizio a registrare i dati degli utenti, dall'identità all'IP al numero telefonico.

Facendo un passo indietro, ricordiamo che la Legge Pisanu fu approvata sull'onda emotiva dell'attacco alle Torri Gemelle. Non sappiamo se in questi cinque anni tale legge sia riuscita a prevenire atti terroristici, quel che è certo è che ha impedito la nascita e la diffusione in Italia di reti WiFi pubbliche e gratuite (ci siamo occupati dell'argomento in questo articolo), aumentando il divario rispetto alle altre nazioni europee. Il nostro territorio, infatti, possiede circa il 70% in meno di hotspot gratuiti degli altri Paesi in zona Euro, con un'evidente difficoltà di comunicazione e sviluppo.
La legge Pisanu si rinnova ogni anno, ma la proposta di abrogazione avanzata dai politici Linda Lanzillotta (Alleanza Per l'Italia), Paolo Gentiloni (Partito Democratico) e Luca Barbareschi (Futuro e Libertà per l'Italia) potrà evitarne la proroga.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 06 Ottobre 2010 22:10

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