Twitter cede alla censura
Il sito di micro-blogging, Twitter, ha annunciato di voler controllare con maggiore attenzione i messaggi (o meglio i tweet) inviati sulla sua piattaforma. Twitter precisa che autorizzerà il blocco dei messaggi in un determinato Paese, se un'autorità farà richiesta.
Twitter informa i suoi utenti che, d'ora in poi, rimuoverà i commenti "scomodi" agli Stati che ne faranno richiesta. I tweet non potranno essere letti in quei Paesi, ma resteranno accessibili per gli altri internauti. In una nota ufficiale, Twitter aggiunge che: "se riceveremo una domanda di cancellazione di un tweet che proviene da un Paese specifico, informeremo l'utente in questione e segnaleremo in modo chiaro che quel messaggio non è più accessibile".

Twitter aggiunge che questa decisione è stata motivata dalla grande espansione della piattaforma, ormai raggiungibile in numerosi Paesi, dove è difficile applicare universalmente le stesse regole. Il blog ufficiale inoltre precisa che "man mano che ci sviluppiamo a livello internazionale, andremo in Stati che hanno posizioni diverse sulla libertà di espressione. Alcuni hanno idee così diverse dalle nostre che non potremo lavorare se non apportando alcuen modifiche". Possiamo quindi immaginare che questa misura abbia lo scopo di facilitare il lancio di Twitter su nuovi mercati.
In Cina, ad esempio, il servizio è ancora poco popolare rispetto ai giganti Weibo, Netease e Sohu. Questi ultimi sono stati, proprio recentemente, costretti ad associare ad ogni utente la sua vera identità, prima di autorizzare l'apertura di un account allo scopo "di controllare meglio l'accesso al servizio". Ma è davvero così giusto privare gli utenti dei Paesi a regime dittatoriale di uno strumento così importante, che ha consentito la rivoluzione, la mobilitazione, la responsabilità sociale in altri Stati? Non è forse una contraddizione con Internet?
Ultimo aggiornamento Sabato 28 Gennaio 2012 09:04

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