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RIAA: STOP ai processi contro chi scarica musica

STOP ai processi contro chi scarica musica Le case discografiche statunitensi hanno deciso di rinunciare definitivamente alle cause giudiziarie per contrastare il fenomeno della pirateria informatica, ripiegando sull'intervento dei provider di servizi internet.

Come ben sappiamo, la pirateria musicale è un fenomeno in continua crescita in tutto in mondo, ma le modalità con le quali si prova a contrastare il fenomeno sono differenti da paese a paese. Mentre all'interno della Comunità Europea, nonostante il gran parlare, chi scarica o condivide illegalmente file musicali è protetto dalle leggi sulla privacy e le lungaggini burocratiche, negli Stati Uniti d'America la situazione è infatti completamente dissimile; gli Internet Service Provider (ISP) non garantiscono alcuna forma di riservatezza ai propri clienti, che spesso e volentieri si trovano a dover affrontare le case discografiche in tribunale, ed a pagare salatissime multe.

Pirateria musicale

A quanto pare la strategia è destinata a cambiare anche negli USA: la "Recording Industry Association of America" (RIAA) ha infatti annunciato l'abbandono delle cause legali per questioni di pirateria musicale, dal momento che le migliaia e migliaia di utenti trascinati davanti al giudice obbligano le major discografiche a dover sostenere spese giudiziarie tutt'altro che indifferenti. La RIAA utilizzerà invece un altro approccio, avvalendosi di una collaborazione con gli ISP americani, che si occuperanno di "spiare" i propri clienti alla ricerca di possibili episodi di pirateria.

A chi verrà colto nell'atto di condividere file protetti da copyright verrà inviata una lettera di avvertimento, seguita da altre due in caso di reiterazione del comportamento illecito. Nel caso l'utente sia recidivo, l'ISP procederà ad una riduzione della banda ai danni dello stesso, e nei casi più gravi, la connessione verrà completamente inibita. Una soluzione sicuramente drastica, che verrà implementata a breve negli Stati Uniti, ma che risulta completamente inapplicabile in Europa, dove gli interessi dei singoli risultano invece preponderanti per il raggiungimento di qualsiasi accordo.

 

Commenti (4) 

RSS dei commenti
..poi quando si trovano senza clientela voglio vedere.. :roll: :roll:  
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Crash01

dicembre 21, 2008

io vorrei sapere come fanno a scoprire se condividi musica o no..  
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ilanur

dicembre 21, 2008

..poi quando si trovano senza clientela voglio vedere.. :roll: :roll:
Il problema è che se loro non fanno più musica noi non ne ascoltiamo più: loro vanno quindi tutelati. Il secondo problema è che però la musica ha un prezzo non equo. Se la facessero pagare di meno ne venderebbero n-volte di più. Sicuro!
Per me (e non ho problemi a spendere), 20euro per un Cd è tanto, troppo. Se lo facessero pagare 10/12 euro ne prenderei a vagonate. Così ne prendo pochissimi, e con tante grazie...  
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Mandi

dicembre 22, 2008

infatti..son prezzi pazzeschi..  
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Crash01

dicembre 22, 2008

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