Pirateria software: Italia conta grosse perdite
Questi risultati sono il frutto di un studio condotto dalla società di analisi IDC e voluto da Business Software Alliance (BSA), un ente che raccoglie tutti i principali produttori di software per computer a livello mondiale. La ricerca, naturalmente, è stata focalizzata sulla distribuzione di applicazioni e programmi per computer senza licenza ed ha coinvolto ben 110 Paesi del mondo. L'Italia è tra le 60 nazioni in cui la pirateria informatica ha subito una contrazione, mentre nel 15% dei casi si è registrato un incremento.

A livello globale, la pirateria software è aumentata dal 38% al 41%, per il secondo anno consecutivo, a causa soprattutto dell'aumento rapido delle vendite di PC in Cina ed India dove il fenomeno raggiunge picchi eccezionali, azzerando i buoni risultati ottenuti in altre zone del mondo. Anche la crisi economica mette lo zampino. L'attuale situazione finanziaria spinge l'utente a conservare il proprio vecchio PC, dotato quasi probabilmente di software illegale, o al massimo comprare un notebook low-cost con programmi licenziati.
L'Italia ha registrato un aumento della pirateria pari al 7%, con una perdita di 1.361 milioni di euro per il 2008, ma dal 2003 è riuscita ad abbassare la sua soglia dal 53% al 48%. Il nostro Paese, dunque, si trova in vetta alla classifica per il più alto tasso di pirateria con Grecia (57%), Cipro (50%) e Islanda con il 46%. Tra le nazioni più diligenti segnaliamo il Lussemburgo (21%), l'Austria (24%), Belgio, Svezia e Svizzera (25%).
Ultimo aggiornamento Martedì 12 Maggio 2009 20:46

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