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Nuovi sistemi operativi per vecchi dispositivi

Nuovi sistemi operativi per vecchi dispositiviIn un mercato sempre più frenetico il supporto ai singoli device diviene sempre più breve e ci si ritrova così con terminali resi obsoleti spesso ancor prima della soglia di due anni. Per fortuna ora ci sono molte soluzioni software "alternative" in grado di donare nuova vita ai nostri smartphone, vecchi per il mercato, ma ancora validi nel quotidiano.

Il mercato corre, i margini di profitto sempre più bassi realizzabili sul singolo device costringono i produttori a inondare il settore con tantissimi prodotti e a rinnovarli rapidamente, nel tentativo di mantenere sempre alto l'interesse e venderne volumi enormi. In questo gioco il rilascio di aggiornamenti software svolge un ruolo fondamentale. Sappiamo infatti che ormai, in un mercato fatto di dispositivi spesso con caratteristiche hardware simili o identiche, la differenza la fa il software e, soprattutto, le funzioni offerte e le app di terze parti disponibili.

Tablet dispositivi Android

Il problema è che spesso le major release dei software si accompagnano a un refresh della piattaforma hardware e, di conseguenza, del dispositivo. Capita così di aver comprato uno smartphone da meno di due anni e di ritrovarlo già obsoleto, perchè nuove soluzioni hardware ed interessanti applicazioni sono disponibili. Ma non sul nostro smartphone. Tralasciamo al momento di discutere se questo continuo refresh hardware abbia un'utilità reale oppure no, ma nel quotidiano è difficile che un dispositivo smetta di essere produttivo nel giro di uno o anche due anni e la necessità di sostituirlo è quindi chiaramente un bisogno indotto.

Molto meglio sarebbe per la stragrande maggioranza degli utenti poter tenere il proprio device e installarci su un nuovo OS. Questo però è possibile solo fino a un certo punto e, come dimostra anche un grafico pubblicato sul proprio blog da Michael Degusta, i tempi si stanno man mano stringendo e si rischia di ritrovarsi impigliati in paradossi come quello del Nexus One, il cui supporto ufficiale è finito a 20 mesi esatti dalla commercializzazione, ossia ancor prima dello scadere dei due anni, periodo in cui molti potevano quindi avere ancora in vigore un contratto telefonico, stipulato all'atto dell'acquisto.

Si potrebbero comunque citare tanti esempi, come ad esempio quello di HTC HD2, che a poco più di un anno dal debutto non ha più ricevuto l'aggiornamento a Microsoft Windows Phone 7, ma il nocciolo della discussione non è questo. Visto il mancato supporto da parte dei produttori ufficiali, per dare nuova vita ai dispositivi "vecchi" sono disponibili diverse soluzioni alternative. E' il caso delle ROM customizzate prodotte ad esempio da tantissimi sviluppatori indipendenti sulla base di Android, il cui codice fortunatamente è open source.

Può capitare dunque che un tablet come HP TouchPad, la cui produzione è stata sospesa, trovi una seconda chance grazie alla famosa crew CyanoGen, che sta approntando una versione ad hoc di Google Android che possa girare in dual boot con WebOS sul tablet. In effetti la vita media dell'hardware è molto più lunga rispetto alle possibilità di continuare a reperire aggiornamenti che permettano al software di mantenersi al passo con i tempi, per cui queste community di sviluppatori indipendenti sono utilissime e potrebbero essere ancora più utili se avessero accesso allo sviluppo del codice sorgente delle nuove versioni e non solo alla loro customizzazione una volta rilasciato ufficialmente, come accade invece attualmente con Android, il cui codice non è rilasciato pubblicamente finchè la release ufficiale non è sul mercato.

Via: Liliputing

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