Notebook per il lavoro in crescita
Nel corso degli ultimi due anni, 9 società su 10 hanno affrontato la questione relativa ai dispostivi appartenenti ai dipendenti. Risulta che il 48% delle aziende ha proibito puramente e semplicemente il loro utilizzo, mentre il 43% del campione esaminato ha delle politiche specifiche che autorizzano il loro utilizzo. Fino ad oggi, più del 40% delle società intervistate negli Stati Uniti, Germania e Regno Unito possiedono delle regole che autorizzano il dipendente all'uso del computer portatile nell'ambito lavorativo.

Annette Jump, direttore di ricerca presso Gartner, spiega che l'utilizzo di un notebook che appartiene al lavoratore dipendente nel quadro del suo lavoro varia molto da un'azienda all'altra, così come da un Paese all'altro. Le società di tipo assicurativo o telecomunicazioni, al contrario di aziende di produzione e vendita all'ingrosso, sono più propense a permettere ai loro dipendenti di utilizzare il loro notebook al lavoro. Il 60% delle società tedesche autorizzano il notebook sul lavoro, contro il 30% negli Stati Uniti o Regno Unito.
Ad ogni modo nei 3 Paesi citati, la proporzione dei lavoratori dipendenti che utilizzano un computer portatile a lavoro dovrebbe crescere del 10% nel 2009, e del 14% nel 2010, con una differenza tra l'incremento in Germania (40%) e quello in Inghilterra (15%). Si tratta di un aumento logico, tenuto conto che con la crisi economica, un maggior numero di imprese cerca di diminuire i costi. Contrariamente a ciò che si potrebbe pensare, non sono solo le società che spingono i dipendenti a servirsi di un computer portatile.
Secondo Meike Escherich, analista da Gartner, infatti, sempre più lavoratori dipendenti chiedono di poter utilizzare il loro notebook per lavoro. Infatti, un numero crescente di aziende organizzerà programmi specifici che definiscono gli impieghi autorizzati, le specifiche tecniche richieste e le esigenze sul supporto e manutenzione. E' chiaro che questa tendenza fa bene all'economica delle aziende, in quanto permetterà di ridurre dal 9% al 40% i costi rispetto ai modelli forniti direttamente dalle società.
Tuttavia per Gartner, non bisogna dimenticare i costi legati all'installazione di una macchina virtuale sui PC dei dipendenti, che risultano a volte più costosi di un computer fornito dall'azienda, guadagnando sul piano della produttività e della soddisfazione personale del lavoratore. Gartner consiglia quindi alle aziende di proporre notebook che possano allo stesso tempo soddisfare un impiego professionale e personale, così come pacchetti specifici con in particolare un software di virtualizzazione.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Dicembre 2009 11:09

Commenti (0)
RSS dei commenti