Monster: 4.5 milioni di dati rubati
La divisione inglese di Monster.com, colosso dell'employment online, è stato violato da alcuni hacker che si sarebbero impossessati di dati confidenziali e password relativi a circa 4,5 milioni di disoccupati in cerca di lavoro.Il sito di "Monster", leader a livello mondiale per la ricerca di lavoro su internet, ha subito venerdì scorso un attacco da parte di alcuni hacker, che si sarebbero infiltrati nel database della sezione inglese Monster.co.uk. L'avvenimento è stato inizialmente trascurato dai media, ma una volta chiarita l'entità del danno arrecato dai pirati informatici, la notizia è balzata in prima pagina. Si tratta infatti di uno dei più grandi furti informatici di sempre: stando al comunicato stampa rilasciato da Monster gli hacker si sarebbero impadroniti dei dati sensibili di 4,5 milioni di persone iscritte al sito.

Oltre ai nominativi e informazioni personali come date di nascita, numeri di telefono ed indirizzi, i pirati sarebbero in possesso delle password utilizzate per gli account del sito, e di tutti gli indirizzi e-mail. Se si considera che un buon numero di persone utilizza la stessa password come chiave di accesso per la propria casella di posta ed altri siti, ci si rende conto della grave minaccia. Gli utenti inglesi sono stati invitati a cambiare immediatamente le password dei propri account e delle proprie caselle di posta digitali, che probabilmente verranno scandagliate dagli hacker nel tentativo di capitalizzare la loro frode.
Per quanto riguarda gli utenti italiani non ci dovrebbero essere pericoli, dal momento che il database della divisione Monster Italia sarebbe integro ed incolume: si consiglia in ogni caso di password per ogni evenienza. Non si tratta della prima volta che il sito di Monster viene violato: già nell'agosto del 2007 vennero rubati dai ladri d'identità digitali i dati di oltre un milione e mezzo di disoccupati. Il sito di recruiting venne fortemente criticato per non aver informato immediatamente gli utenti del furto; furono implementate in seguito nuove misure di sicurezza, che tuttavia, a quanto pare, non hanno raggiunto il loro scopo.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 28 Gennaio 2009 12:37

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