Intel e Total Immersion al lavoro su un chip per la realtà aumentata
Intel starebbe collaborando con Total Immersion per integrare le funzioni della realtà aumentata all'interno dei chip dell'azienda di Santa Clara. Con l'obiettivo di arrivare alla produzione di massa entro due o tre anni.
La realtà aumentata è uno degli sviluppi più interessanti della tecnologia contemporanea che, come sapete, consiste nel sovrapporre layer di informazioni aggiuntive, come ad esempio dati virtuali, geolocalizzati, multimediali etc. a quella che è la nostra esperienza reale del quotidiano, per fornirci maggiori informazioni oppure per consentirci una interazione più ricca o inconsueta con l'ambiente che ci circonda.
Qualcuno di voi che abbia uno smartphone più evoluto ne avrà magari già provato un assaggio, come ad esempio la possibilità, rilevando il codice a barre di un prodotto, di poter sapere in tempo reale in quali altri posti esso è commercializzato e quale sia il prezzo più vantaggioso. Al momento queste funzioni sono però molto limitate, in alcune Nazioni non sono nemmeno funzionanti e questo perchè attualmente si affidano ad app software che interagiscono con alcuni strumenti presenti sul dispositivo, come ad esempio la webcam e vanno poi a interfacciarsi a database creati ad hoc.

La situazione però potrebbe presto evolvere. L'agenzia di stampa internazionale Reuters infatti ha battuto la notizia che Intel e Total Immersion, una società che si occupa appunto di realtà aumentata e in cui Intel ha delle partecipazioni avendo investito ben 5,5 milioni di dollari lo scorso marzo, sono al lavoro per integrare tali funzioni direttamente nei futuri processori del chipmaker californiano.
Ad affermarlo è stato Antoine Brachet, direttore marketing di Total Immersion, durante l'ultimo Reuters Global Media Summit. Si tratta di un annuncio molto importante, poichè significa che, entro i prossimi due o tre anni, la timeline attualmente indicata da Brachet per giungere sul mercato con prodotti funzionanti, la realtà aumentata sarà integrata direttamente nei dispositivi hardware, favorendo un'esplosione di questa tecnologia, destinata a diventare rapidamente mainstream ed essere alla portata di tutti.
Del resto con Intel che non fa più mistero del voler entrare nel mercato di tablet e smartphone, la mossa ha pienamente senso. Allo stato attuale comunque Brachet ha anche dichiarato che sarà l'eventuale richiesta da parte dell'utenza per questo tipo di funzioni a determinare quando esattamente la tecnologia giungerà sul mercato di massa.
Via NBN.com
Ultimo aggiornamento Giovedì 08 Dicembre 2011 10:11

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