Google sotto processo per un video shock su un disabile!
L'indagine riguardante il video shock pubblicato su Google Video, che ritraeva alcuni giovani nell'atto di umiliare un ragazzo disabile, si è conclusa con la citazione a giudizio di alcuni ex-dirigenti di Google Italia ed Europa.Lo scorso 8 settembre del 2006, alcuni adolescenti hanno pubblicato sul sito gratuito di video sharing Google Video un filmato delle loro orribili gesta, intenti a schernire un indifeso ragazzo disabile autistico. Nonostante all'epoca il video shock avesse dato il via ad un fenomeno mediatico piuttosto esteso, con servizi ad esso dedicati su telegiornali nazionali, il filmato è rimasto online sul sito di Google Video per ben due mesi, fino alla data della sua rimozione, avvenuta il 7 novembre dello stesso anno.

Dopo l'avvio di una indagine, il Pubblico Ministero Francesco Caiani ha decretato ieri la citazione a giudizio di quattro ex-dirigenti Google, che dovranno presentarsi in aula nel prossimo febbraio: si tratta dell'allora presidente del consiglio di amministrazione di Google Italy, David Carl Drummond, un ex-membro del consiglio di amministrazione e CEO di Google Italy, George De Los Reyes, il responsabile delle politiche sulla privacy europeo di Google, Peter Fleitcher, ed infine di Arvind Desikan, l'ex-responsabile di Google Video per l'Europa.
L'accusa è quella di non aver applicato una informativa sulla privacy sufficientemente dettagliata per il servizio di condivisione filmati gi Google Video, ma soprattutto di aver sfruttato la popolarità del video stesso per motivi di lucro, tardando dunque nell'intervento di rimozione dello sconcertante contenuto di proposito, e concorrendo di conseguenza alla diffamazione del soggetto del filmato, un ragazzo di Torino. Nonostante sia evidente che la colpa dell'accaduto vada attribuita a pochi noti, si tratta dell'ennesima mazzata sull'immagine globale di Google in pochi giorni: solo ieri infatti, il colosso di Mountain View ha dovuto dire addio alla prospettiva di un proficuo accordo pubblicitario con l'altro gigante dell'advertising online, Yahoo!, a causa ancora una volta di dispute legali troppo accese.
Ultimo aggiornamento Giovedì 06 Novembre 2008 13:34

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