Google dirotta i cinesi su Hong Kong
Dopo mesi di dispute legali, Google ha finalmente deciso di abbandonare la Cina, reindirizzando gli utenti cinesi su google.com.hk, la filiale di Hong Kong. Quale sarà la reazione del governo cinese?
Da lunedì sera, come anticipato, gli internauti che tentano di collegarsi a google.cn sono reindirizzati automaticamente alla versione hongkonghese del sito, google.com.hk, sulla quale non è imposta alcuna censura. L'azienda di Mountain View ritiene di aver trovato una soluzione perfettamente legale per sottrarsi alle condizioni stabilite da Pechino e dice di voler mantenere le sue attività commerciali in Cina, anche se il governo locale reagirà probabilmente a questa provocazione con un blocco netto dei servizi di Google per gli internauti cinesi.

Dall'inizio dell'anno, i rapporti tra la Cina ed il motore di ricerca sono stati sempre tesi. Google ritiene di essere stato vittima di un'ondata di attacchi informatici di grosse dimensioni tesi a "rubare" dati ed informazioni sensibili di dissidenti cinesi. Il 12 gennaio scorso, l'azienda di Mountain View ha annunciato che avrebbe cessato le sue attività in Cina se i risultati del motore di ricerca fossero stati sottoposti ancora a censura. Il motore di ricerca ha quindi reintrodotto parzialmente alcuni risultati proibiti da Pechino, come la famosa foto in piazza Tiananmen sulla versione cinese di Google Images.
Non trovando accordo con la Cina, Google ha deciso quindi di reindirizzare gli utenti cinesi sulla filiale di Hong Kong, libera da limitazioni per gli internauti. "Trovare una buona soluzione per rispettare la nostra promessa di non censurare più la ricerca su Google.cn è stato difficile", commenta l'azienda in un comunicato. "Pensiamo che questo nuovo approccio, che consiste in una ricerca non censurata in cinese semplificato a partire da Google.com.hk, sia una soluzione ragionevole, perfettamente legale, che migliorerà significativamente l'accesso all'informazione per la gente che vive in Cina". E conclude dicendo, "Speriamo che il governo cinese rispetterà la nostra decisione, benché siamo coscienti che potrebbe scegliere di bloccare l'accesso ai nostri servizi in qualsiasi momento".
Ultimo aggiornamento Mercoledì 24 Marzo 2010 00:46

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