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Go Daddy lascia la Cina

Go Daddy lascia la CinaGo Daddy, il più grande sito mondiale nella registrazione di domini, ha annunciato che nelle prossime settimane cesserà di vendere domini .cn.

Dopo Google, un secondo gigante americano lascia il mercato cinese. Christine Jones, direttore legale dell'azienda, afferma che dopo il recente rafforzamento delle misure di protezione sui domini .cn, Go Daddy non vuole e non può sostituirsi ad un "agente del governo cinese". Fin dallo scorso mese di dicembre, le autorità cinesi hanno imposto a tutti gli internauti, residenti in Cina che volessero registrare un dominio, di fornire la propria fotografia, il codice fiscale o di P.iva e molti documenti firmati, oltre alle informazioni abituali (quali nome, indirizzo, numero di telefono, indirizzo posta elettronica).

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In seguito, il governo cinese ha accelerato la caduta delle vendite dei domini .cn già iniziata da alcune società straniere, proibendo loro di registrare qualsiasi nuovo sito. In gennaio, la francese Gandi ferma la commercializzazione e rilascia un comunicato stampa per spiegare la propria decisione. Per tutti gli uffici non cinesi, sono autorizzati solo trasferimenti e rinnovi. Un mese più tardi, il governo cinese torna sulla sua decisione autorizzando nuovamente la vendita dei domini .cn, e Go Daddy sceglie di riprendere la commercializzazione.

Decisione rimessa in discussione oggi, in quanto secondo Christine Jones: “dobbiamo chiedere a tutti i nostri clienti cinesi di fornire una fotografia, il loro numero di società e dei documenti firmati". Tutti devono piegarsi alle nuove regole, i nuovi clienti come i vecchi. Queste esigenze del governo non sono compatibili con il regolamento di Icann, ma questa autorità ha poco peso nelle decisioni di Stato. Christine Jones precisa che solo il 20% dei loro clienti interessati "ha fornito i documenti chiesti".

Secondo il direttore legale, "migliaia di siti Internet possono essere bloccati dalle autorità cinesi". Go Daddy, che gestisce più di 40 milioni di domini nel mondo, non ha tuttavia indicato se continuerà a gestire i domini .cn esistenti (circa 27.000 siti aperti dal 2005).

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