Facebook smaschera James Bond
Per l'ennesima volta il social network Facebook si è rivelato fatale per la privacy degli utenti, mietendo una vittima eccellente come John Sawers, nuovo capo dei servizi segreti bitrannici: a causa dell'ingenuità della moglie, il nuovo James Bond non ha più segreti.Solamente poche ore fa, il presidente dell'Autorità Garante per la protezione dei dati personali italiana Francesco Pizzetti metteva in guardia l'universo degli internauti dall'indomabile potenza del web, i cui servizi di comunicazione si rivelano sempre più invasivi e pericolosi per la privacy dell'individuo, tanto da "mettere a nudo" gli utenti come Adamo ed Eva. Il riferimento alla scandalosa vicenda di John Sawers, neo capo dell'MI6 (servizi segreti britannici) messo in ginocchio da Facebook, è più che palese.

Sawers avrebbe dovuto assumere il comando del Secret Intelligence Service dal prossimo mese di novembre, ma a causa della vicenda che lo ha coinvolto negli ultimi giorni potrebbe essere costretto a rinunciare all'incarico. L'ingenua consorte del nuovo 007 inglese è riuscita infatti a distruggere l'identità segreta del marito con pochi click: all'interno del suo profilo del noto social network Facebook, Shelley ha infatti pubblicato e condiviso senza restrizioni decine e decine di fotografie relative alla propria vita familiare, rivelando al mondo intero i più intimi segreti di quella che sarebbe dovuta essere una delle più temibili e discrete spie del pianeta.
Le informazioni sulla vita privata di Sawers, ma anche dei suoi parenti ed amici, sono state alla mercé di chiunque per alcune ore fino a quando il Ministero degli Esteri britannico, avvertito da un giornale, ha provveduto alla rimozione dello sconveniente materiale. L'attuale regolazione del sistema internet ha rivelato ancora una volta le sue "falle": la privacy degli individui può essere lesa in qualunque momento dal grande occhio della rete, anche se si prendono tutte le precauzioni. A causa dell'invasività di servizi come Facebook infatti, chiunque può mettere in circolazione i dati sensibili dei propri conoscenti (che potrebbero essere utilizzati impropriamente da qualunque malintenzionato) per semplice ingenuità.
Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Luglio 2009 12:42

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