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Facebook: retromarcia sui dati degli utenti

Facebook: retromarcia sui dati degli utentiAncora un cambio di rotta per le condizioni d'uso di Facebook: dopo aver modificato le regole per il trattamento dei dati degli utenti, Mark Zuckerberg è stato costretto a ripristinare la situazione iniziale a causa delle polemiche e dei feedback negativi.

Qualche settimana fa Facebook apportò alcune modifiche alle condizioni generali d'utilizzo da accettare durante l'iscrizione al social network. Secondo le nuove "disposizioni", tutti i contenuti pubblicati dagli utenti su Facebook, compresi testi, immagini, video e qualsiasi dato privato, sarebbero rimasti in possesso del sito anche in caso di cancellazione dell'account da parte del suo proprietario. La decisione ha immediatamente sollevato una forte polemica, infiammata dall'intervento del blog "The Consumerist", che si è schierato in difesa dei diritti e della privacy dei consumatori.

Mark Zuckerberg

Dopo aver tentato inutilmente di spiegare agli utenti i motivi della variazione dei termini di utilizzo, il fondatore ed amministratore delegato di Facebook, Mark Zuckerberg, ha deciso di fare marcia indietro ripristinando le condizioni iniziali. Il cambio di rotta è stato giustificato così da Zuckerberg, per mezzo di un intervento all'interno del suo blog sul social network: "Negli ultimi giorni abbiamo ricevuto tante domande e commenti circa i cambiamenti e la loro importanza per gli utenti e le loro informazioni. Basandoci su questi feedback, abbiamo deciso di tornare ai precedenti termini d'uso; nel mentre cercheremo di risolvere i problemi segnalati dall'utenza." dichiara il giovane presidente dell'impero Facebook".

Ed ancora: "Più di 175 milioni di persone utilizzano Facebook. Se si trattasse di un paese, sarebbe il sesto più popoloso del mondo. I nostri termini non sono solamente una carta che difende i nostri diritti; sono un documento di governo che regolamenta le modalità di utilizzo in tutto il mondo. Data la loro importanza, abbiamo bisogno di assicurare che i termini riflettano i principi ed i valori delle persone che si avvalgono del servizio".

Si tratta dunque solamente di una calma apparente, nell'attesa che le condizioni vengano ancora una volta riviste ed aggiornate. Vedremo se la prossima revisione sarà accettata di buon grado dagli utenti e dalle associazioni per i diritti dei consumatori, o se scoppierà nuovamente una violenta bufera mediatica.

 

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