Home News Diritto all'oblio: Google respinge il 50% delle richieste

Diritto all'oblio: Google respinge il 50% delle richieste

Diritto all'oblio: Google respinge il 50% delle richiesteGoogle, Yahoo e Microsoft e i principali operatori del settore sono stati convocati dai Garanti della Privacy UE per analizzare le modalità di applicazione e le conseguenze del "diritto all'oblio" sui motori di ricerca.

Nei giorni scorsi a Bruxelles si è tenuto il primo incontro tra le autorità europee, nel gruppo di lavoro G29, e i motori di ricerca per discutere sulle applicazioni del "diritto all'oblio" e definire le modalità di intervento, prima che la situazione divenga incontrollabile. Fissare delle regole, quindi stilare un regolamento preciso e indiscutibile, non è semplice; serve un confronto diretto tra le parti ed un periodo di "rodaggio", che porteranno il prossimo autunno alla realizzazione delle "linee guida". Ma facciamo un passo indietro.

Google

Il provvedimento, che mira a proteggere la privacy degli internauti nell'Unione europea, è stato approvato il 14 maggio. E' stato il primo passo per il riconoscimento del "diritto all'oblio" di ogni utente. Nel giro di due mesi tra polemiche, errori di valutazione e ripristini, Google ha dichiarato di aver ricevuto oltre 91.000 richieste di rimozione dal motore di ricerca, per un totale di 328.000 link. I francesi sembrano i più attenti ai propri dati, seguiti dai tedeschi, spagnoli, inglesi e italiani (con circa 6000 domande).

Mountain View ha dichiarato di aver accettato il 50% delle domande, di aver richiesto ulteriori informazioni nel 20% dei casi ed aver respinto il restante 30%. Una media accettabile ma, secondo il gruppo G29, i motori di ricerca sono obbligati "a dare informazioni sulle ragioni dell'eventuale rifiuto" e ad individuare "casi specifici" che possano riguardare l'interesse pubblico.

Ma cosa è successo a quei link contenuti nelle 45 mila domande accolte? Le pagine sono state rimosse dalle ricerche locali, in pratica su Google.it se la domanda proviene da un italiano, ma sono comunque accessibili dal motore globale Google.com. Un atteggiamento poco chiaro che probabilmente chiamerà l'UE a rivedere la propria legislazione. Il gruppo di lavoro G29, inoltre, impedisce a Google di informare i webmaster sul link eliminato, anche perché questo potrebbe attirare l'attenzione sulla pagina che si deve oscurare rischiando di ottenere l'effetto opposto.

Commenti (0) 

RSS dei commenti
Scrivi un commento
Si deve essere connessi al sito per poter inserire un commento. Registratevi se non avete ancora un account.

busy